Il “pezzo di carta” attrae: laureato un ragusano under 40 su quattro

Sono gli ultimi giorni di vacanza anche per gli alunni di ogni ordine e grado della provincia di Ragusa. Mentre i più piccoli sono già in aula, dalla Primaria in su si attende la data di lunedì prossimo per l’inizio ufficiale delle lezioni. Come per la Secondaria di I grado, anche per le Superiori il grande assente sarà il telefonino. Debutta, infatti, l’assoluto divieto degli smartphone anche alla Secondaria di II grado, così come stabilito da una circolare firmata mesi fa dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. 

Dopo avere letto alcuni sondaggi sul tema, ieri il ministro ha dichiarato che “i giovani sono in maggioranza favorevoli ma soprattutto credo che la misura li aiuti sia nella didattica, e quindi nell’apprendimento, e anche nel sapersi disintossicare un po’ da strumenti che certamente hanno evidenziato delle notevoli criticità. Il fatto che Stati americani e nazionali come la Corea del Sud che sono più all’avanguardia nelle nuove tecnologie abbiano deciso di adottare un provvedimento di questo tipo – ha proseguito Valditara – significa che persino dove la tecnologia è avanzatissima si sente la necessità di uno stop, almeno per qualche ora”.

Sul fronte dell’Istruzione c’è una buona notizia che riguarda proprio Ragusa: l’aumento dei laureati under 40. Secondo una recente elaborazione di Openpolis, alla fine dello scorso anno il 24% dei residenti nel ragusano, nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 39 anni, poteva sfoggiare un titolo di studio universitario, contro il 15% del 2018. Una differenza di 9 punti percentuali in sette anni. Il dato positivo segue l’andamento generale siciliano, tranne nel caso di Siracusa, la provincia che, sempre nello stesso periodo, ha perso il 6% di laureati under 40, passando dal 21,2% del 2018 al 15,2% del 2024. Si tratta del dato peggiore di tutt’Italia, seguito da Foggia, Brindisi e Reggio Calabria.

Enna è la provincia che mostra la percentuale più alta di laureati 25-39enni: 32,1% (era il 19,7% nel 2018). Di sicuro incide la presenza dell’Università Kore. Palermo (26,5%) e Agrigento (25,4%) le altre due province a fare meglio di Ragusa, indietro le altre.Secondo un sondaggio di Indeed, importante sito web per la ricerca di lavoro, molti italiani con la laurea ammettono di avere un pizzico di rimpianto: 

il 30% dei lavoratori dichiara che, potendo tornare indietro, cambierebbe le proprie scelte universitarie e il 31% sceglierebbe addirittura una facoltà diversa. Il fenomeno è più evidente tra i 25-34enni (34%) e meno tra chi ha più di 55 anni (24%). Lo studio ha coinvolto 1.000 lavoratori e 500 recruiter in Italia sul reale valore della laurea nel mondo del lavoro. I

l 55% dei laureati ritiene che il titolo sia rilevante per il proprio lavoro, quota che sale al 65% tra chi percepisce redditi superiori ai 35.000 euro.

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