I CARABINIERI ESEGUONO TRE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE

Militari del dipendente Nucleo Investigativo unitamente ai militari della Compagnia di Vittoria, verso le ore 5:00 odierne, arrestavano, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Catania, tre vittoriesi.

Le recenti indagini antimafia svolte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ragusa e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania (Procuratore capo Dr. Vincenzo D’AGATA e sost. Dr. Fabio SCAVONE), hanno consentito di individuare l’esistenza di una struttura mafiosa facente capo a cosa nostra, già denominata clan Piscopo, costituita e diretta da personaggi della criminalità organizzata di Vittoria (RG) con forti legami ad esponenti del paritetico sodalizio niscemese.

Tale attività, denominata operazione Final Game, nel giugno del 2009, consentiva di pervenire alla cattura – eseguendo il fermo di indiziato di delitto – di ANTONUCCIO Giovanni, CORBINO Giuseppe, INCARDONA Fabio, INTANNO Giuseppe (inteso Maurizio) e SARRI’ Giuseppe ed all’emissione di o.c.c.c. nei confronti di ATTARDI Emanuele, PAVONE Giuseppe e CASCINO Gianfranco, tutti ritenuti responsabili di associazione di stampo mafioso. Nel medesimo contesto, venivano anche perseguiti LATINO Vincenzo, DOILO Giuseppe e  GIURDANELLA Marco, rispettivamente reggente e luogotenenti del clan Dominante, riconducibile alla Stidda vittoriose, i quali – per motivi di egemonia territoriale – erano entrati in conflitto con il predetto gruppo di cosa nostra attuando, nel maggio del 2008, il tentato omicidio in danno di ANTONUCCIO Giovanni.

Da quest’ultimo episodio delittuoso, infatti si dipanavano le attività investigative svolte dall’Arma che, corroborate dalle dichiarazioni di due fratelli collaboratori di Giustizia, entrambi organici a cosa nostra, consentivano di giungere ai risultati sopra indicati.

La prosecuzione dell’attività investigativa sopra citata, arricchita da risultanze investigative prodotte dall’attività tecnica e dalle dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia niscemese, consentiva il successivo 30 agosto 2009 nell’ambito della cd. operazione Crazy Horse, di operare la cattura per i medesimi delitti associativi di ulteriori esponenti appartenenti alla famiglia di cosa nostra niscemese, ovvero dei niscemesi FICICCHIA Alessandro, LODATO Giuseppe e LOMBARDO Rosario, nonchè del vittoriese APARO Alessandro. Quest’ultimo, all’esito dell’esame di convalida del fermo d’indiziato di delitto da parte del G.I.P. di Ragusa, veniva scarcerato per la mancata convalida.

Nel medesimo contesto, oltre all’APARO, veniva indagato anche RIMMAUDO Giovanni, sul cui conto emergevano recenti ed assidue frequentazioni oltre che con lo stesso APARO, anche con CORBINO Giuseppe, ATTARDI Emanuele e FICICCHIA Alessandro. Complementare riscontro alle risultanze investigative, in particolare sull’esistenza di un legame e di cointeressenze tra esponenti di Cosa Nostra vittoriese e niscemese, veniva fornito dalle dichiarazioni rese da un recente collaboratore di giustizia (suicida nel carcere di Rebibbia), atteso che quanto dichiarato dal predetto, avvalorava ulteriormente la peculiare rilevanza investigativa di alcune conversazioni intercettate, i cui risultati aderivano perfettamente ai precisi riferimenti esposti dal precitato collaboratore, specie per quanto attiene all’assetto associativo, all’attività di assistenza nei confronti degli associati posta in essere dal RIMMAUDO ed ancora in relazione al possesso di armi, nonché in ordine alle attività economiche riconducibili all’associazione mafiosa in argomento.

Infine, le dichiarazioni accusatorie del recente collaboratore,  acquistavano valenza e valore probatorio, anche nei confronti di RUSSOTTO Salvatore (uno degli odierni catturati) sul cui conto erano già state acquisite  le dichiarazioni rese da PISCOPO Carmelo, altro collaboratore di giustizia, il quale indicava il predetto come “l’addetto al taglio dello stupefacente” nella fattispecie della cocaina, specificando quindi che poi, lo stupefacente opportunamente “confezionato” veniva smerciato da altri soggetti organici anche loro allo stesso gruppo malavitoso.

Agli odierni catturati, si contesta, inoltre, la sussistenza dell’aggravante di cui al 4° comma dell’art. 416 bis c.p., ovvero dell’essere l’associazione armata, per avere avuto la materiale disponibilità  di armi di vario tipo e calibro nonché  del relativo munizionamento.

La contestazione, nel caso di specie si basa non solo su quanto emerso dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia niscemese, laddove costui riferisce in ordine alla disponibilità di armi da parte dell’organizzazione mafiosa di appartenenza, attribuendo ad APARO Alessandro il possesso di due pistole calibro 7,65 e una mitraglietta tipo kalašnikov, ma anche attraverso le successive ed avulse dichiarazioni rese dal collaboratore più recente, laddove lo stesso parla circa la disponibilità del gruppo di diverse armi, delle quali, una 9×21 ed una 6,35, erano nella materiale disponibilità di RUSSOTTO Salvatore, mentre una 7,65 era nella disponibilità di APARO Alessandro, andando peraltro a confermare quanto già detto dal BLANCO Vincenzo. Inoltre sempre il precitato collaboratore riferiva di un nascondiglio ove sarebbero state custodite delle munizioni, relative alle armi indicate, specificando tra le altre, la presenza di munizioni per una pistola 7,65.

L’esecuzione della presente ordinanza di custodia cautelare, può considerarsi come l’epilogo di un gruppo criminale, che nonostante le decimazioni inferte dalla Polizia Giudiziaria attraverso le diverse operazioni che si sono susseguite negli anni, a partire dalla c.d strage di San Basilio del ’99, ha sempre saputo rigenerarsi. Infatti con l’arresto di APARO Alessandro, RIMMAUDO Giovanni e RUSSOTTO Salvatore, tramonta il tentativo, partorito dagli ultimi “esponenti di spicco” quali ATTARDI Emanuele e CORBINO Giuseppe, di fondere il ramo Vittoriese di cosa nostra con quello più agguerrito e solido di Niscemi, attraverso il rapporto di “amicizia”  stretto tra ATTARDI Emanuele e FICICCHIA Alessandro, esponente di spicco del sodalizio niscemese di cosa nostra. (g.i.)

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it