Gli “evaporati” ragusani: sono 160 le persone sparite in un anno

Nella lingua giapponese, jōhatsu (蒸発) significa letteralmente “evaporazione”. L’espressione è utilizzata per indicare quelle persone che decidono volontariamente di scomparire. Nel Paese dell’Estremo Oriente, ogni anno decine di migliaia di persone – tra 80 e 100mila, secondo alcune stime) lasciano improvvisamente il posto di lavoro e le famiglie, assumendo nuove identità anche con il ricorso a interventi di chirurgia estetica, in modo da cambiare i connotati e non essere più rintracciate. Spesso sono aiutate dalle yonigeya, agenzie specializzate nelle fughe silenziose. Le yonigeya organizzano traslochi notturni e garantiscono alloggi in città o quartieri lontani da quelli abitualmente frequentati dai jōhatsu. Spesso in Giappone si sceglie di sparire per la vergogna di un fallimento economico o lavorativo, per divorzi, violenza domestica, aspettative familiari troppo elevate.

C’è il “dopo”: molti di questi uomini e donne fanno lavori saltuari e in nero, rischiano di finire intrappolati in giri della criminalità organizzata o sfruttate per il resto della loro esistenza.

Dalla 32.ma Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse emerge che, secondo i dati riferiti al 2024, in Sicilia sono 3.627 le persone da ritrovare. Dai dati del rapporto emerge che nel 2024 sono state presentate 5.848 denunce di scomparsa formali, con 2.221 ritrovamenti, tra cui 4 decessi. Un numero in calo rispetto al 2023, quando le denunce per persone scomparse erano state 7.903, con 2.616 ritrovamenti, 4 decessi e quindi 5.287 persone da ritrovare.
La provincia di Agrigento, nella fascia 0-17, con 1.771, ha il più alto numero di denunce di persone “evaporate” in Sicilia. Segue la provincia di Trapani, con 1.572. La provincia di Enna conta 505 denunce. Segue la provincia di Catania con 445, Siracusa con 255 denunce, Palermo 206. Seguono Messina con 134 denunce, Ragusa con 119 e Caltanissetta con 106 denunce.
Nella fascia 18-65 è Palermo, con 203 denunce, è la provincia siciliana con il più alto numero. Seguono Catania con 155 e Agrigento con 107 denunce. Trapani è con 60 denunce, mentre Ragusa con 37, Messina con 36 e Siracusa con 31. Enna arriva a 27 denunce, mentre Caltanissetta a 23.
Nella fascia sopra i 65 anni, ancora il comune di Palermo è primo con 13 denunce di scomparsa, seguito da Catania da 12 e Agrigento da 8. Siracusa ne ha 7, mentre Messina 6, Ragusa 4, Trapani 3, Enna 2, Caltanissetta 1. Ragusa, pertanto, solo lo scorso anno ha visto scomparire 160 persone e solo una minima parte è stata ritrovata. 

Non sappiamo quante di queste persone siano effettivamente da considerare alla stregua dei jōhatsu giapponesi. E’ probabile che la maggior parte dei casi riguardi proprio l’allontanamento volontario . Dietro ogni storia individuale ci saranno motivi che spingono verso una decisione estrema, mentre i familiari soffriranno per il resto della vita, cercando risposte inutili a tante domande.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it