Finalmente il trasferimento degli ospedali di Ragusa per il nuovo Ospedale Giovanni Paolo II è iniziato!

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“Finalmente il trasferimento verso il nuovo Ospedale N.O.R. è nel vivo….ma  per
chi? Non certo per i pazienti e non certo per i lavoratori della
Sanità, che si ritrovano a subire un trasferimento così imponente in un
periodo a dir poco disastroso: quello del periodo estivo, che come
sempre aumenta le emergenze e i disagi, riemerge puntuale il problema
delle ferie dei dipendenti,  e
come al solito vengono garantite sulla loro pelle, senza personale
aggiunto, senza sostituzione lunghe malattie, aspettative, legge 104,
congedi parentali  e quant’altro… ”  E’ quanto sottolinea l’attuale Commissaria provinciale UGL Sanità, Antonietta Frasca.

Il
disagio abbraccia tutti gli Ospedali della provincia, da Vittoria a
Scicli a Modica a Comiso, strutture che stanno vivendo una situazione di
vera emergenza , atteso che i pazienti e persino i nuovi ricoveri  sono dirottati  nei
nosocomi degli altri Comuni. Per i cittadini ragusani è diventata quasi
un’odissea potere assistere i propri familiari ricoverati fuori sede.  E
che dire dell’Ospedale Maggiore di Modica, Ospedale di frontiera, che è
al collasso, in quanto si ritrova a combattere giornalmente con  centinaia di immigrati che, così come tutti sanno,  una
volta sbarcati, affollano la nostra struttura mettendo ancora più in
crisi l’organizzazione e il lavoro di chi, con spirito di abnegazione,
continua a lavorare in condizioni critiche!  Per non parlare del  reparto di Malattie Infettive che avrebbe bisogno di ulteriori  posti
letto aggiuntivi sulla base della reale capienza della struttura ,così
come era stato garantito dal Direttore Generale .E in tutto questo
contesto viene fatto il  trasferimento, che non si sa come andrà a finire, perché i posti letto del nuovo ospedale  non garantiscono la copertura dei posti letto già  assegnati agli Ospedali ragusani… Come mai tutta questa fretta per trasferirsi  se
ancora non vi erano tutte le condizioni e le autorizzazioni del caso
pronte? Come mai in tutti questi mesi non è stata realizzata una
concreta pianificazione e programmazione del tanto atteso trasferimento,  al fine di  renderlo
il più agevole possibile senza creare disagi ai pazienti, ai cittadini e
ai lavoratori sanitari? Chissà se le nostre domande avranno una
risposta…

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