Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
FAR CRESCERE UNA CLASSE DIRIGENTE SERENA, COMPETENTE, ONESTA DA CANDIDARE ALLA GUIDA DELLA CITTA’
29 Set 2012 04:55
Ascoltando amici e conoscenti che mi fermano per strada registro disgusto, indignazione e rassegnazione rispetto alla possibilità di costruire con la politica una speranza . I più arrabbiati (e di fronte a tanta miseria morale come si fa a non esserlo!) sperano di trovare una soluzione arruolandosi tra i “rottamatori”; i più disgustati sono tentati dal non voto per provare almeno a marcare una distanza.
L’offerta politica per le elezioni regionali (con le dovute eccezioni!) ha ulteriormente alimentato questi stati d’animo. Slogan privi di consistenza e consapevolezza esprimono narcisismi e candidature logore e ci parlano di “orgogli vari di sicilianità e ragusanità” che spesso nascondono “vuoti pneumatici”.
Se l’alternativa è rottamare o protestare non votando, meglio la prima alternativa. Ma rottamare non basta! Il problema è ricostruire un modello di sviluppo; aiutare le imprese a non chiudere; ricostruire occasioni di lavoro; ricostruire legami; porre un argine alla frammentazione velenosa che divide e crea sofferenza.
RICOSTRUIRE è la parola chiave. Ricostruire senza rassegnazioni o coazioni a ripetere. Ricostruire abbandonando resistenze e paure (sono tante le personalità di questa città che hanno il dovere morale di non stare a guardare offrendo la loro competenza e il loro tempo ). Ricostruire perché mai dal dopoguerra ad oggi abbiamo avuto una crisi economica e morale tanto grave.
Sento il dovere di fare la mia parte. Mi tocca perché come sindaco sono stato protagonista di una stagione esaltante e dolorosa in questa città. Esaltante perché capace di liberare straordinarie energie e una partecipazione mai registrata prima (piazza san Giovanni gremita da 5000 persone per festeggiare la vittoria elettorale del nostro progetto è un ricordo che ancora mi commuove). Esaltante perché capace di pensare e avviare una mole consistenti di progetti. Esaltante perché tanti consiglieri e amministratori onesti e capaci furono chiamati a prendersi cura della città.
Quella esperienza ha avuto un epilogo doloroso che ancora oggi dopo sette anni ha lasciato ferite profonde soprattutto nel popolo di centro sinistra. Un finale tutto da dimenticare (o meglio da ricordare per evitare gli stessi errori !) Di quell’epilogo e di quella sofferenza in quanto sindaco ho le maggiori responsabilità insieme al sen. Gianni Battaglia. Ma sono errori che chiamano in causa tutta la classe dirigente di allora per avere ragionato con la logica delle fazioni, delle diffidenze, dei tatticismi, delle ambizioni personali .
Se sul piano personale penso di essermi riconciliato con tutti i protagonisti di quella stagione sul piano politico bisogna ripartire da un’ assunzione di responsabilità . Occorre risanare vecchie ferite e avere l’umiltà di dire “ abbiamo sbagliato “ . Io ho sbagliato perché mi sono dimenticato che spesso “l’ottimo è nemico del bene “; perché nei momenti di conflitto mi sono chiuso in una mia presunta superiorità morale; perché la mia capacità di ascolto delle ragioni altrui ha rivelato i suoi limiti. A scanso di equivoci vorrei precisare che ho lasciato da tempo l’impegno diretto nei partiti e ho scelto l’impegno cosidetto pre-politico. Apprezzo moltissimo chi resiste perché senza partiti non c’è democrazia. Nessuno di noi può, però, sottrarsi alla responsabilità di essere “cittadino”. Quello che in tanti dobbiamo fare è adoperarci perché le vecchie ferite possano rimarginarsi, perché un dialogo vero possa ripartire, perché una classe dirigente serena, competente e onesta possa affermarsi. L’assenza di classe dirigente all’altezza del compito è oggi un grande problema non solo in ambito politico. Sento il dovere per le prossime elezioni amministrative di aiutare questa città non solo a scegliere un sindaco all’altezza , ma a costruire una leadership condivisa al riparo dalle tentazioni degli individualismi e dalla ricerca di posizioni di potere scollegate dal comune bene. Intendo questo sforzo onorarlo fino in fondo. Poi sarà il popolo ragusano con suo voto (o il suo non voto) a scegliere comunque il suo futuro. Ma a questo popolo una possibilità diversa rispetto alle candidature a sindaco di cui si parla bisogna offrirla. Mi auguro di potere essere in tanti ad intestarci questo sforzo
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Nel pomeriggio Tonino Solarino ci ha fatto pervenire la seguente integrazione
“Nell’articolo “far crescere una classe dirigente serena e competente da candidare alla guida della città” qualcuno ha voluto forzare parlando di un tentativo di una mia candidatura Sono impegnato nella professione e nel volontariato è quello è il mio posto . Proporre me stesso per la sindacatura sarebbe un atto di stupida autoreferenzialità . aiutare un gruppo a crescere e dare una mano senza ambizioni personali è un dovere a cui nessuno ha diritto di sottrarsi”. tonino solarino
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