Caos e inefficienze nel servizio dei trasporti secondari in ambulanza all’Asp di Ragusa. A denunciare la situazione è il sindacato Nursind, che sottolinea come infermieri già sotto pressione siano costretti a compiere controlli quotidiani dei mezzi, mentre difformità operative tra i vari presidi ospedalieri e la mancanza di dispositivi di sicurezza aggravano il carico di […]
Dietro l’azienda sequestrata a Vittoria, per gli inquirenti ci sarebbe Raffaele Giudice da poco condannato per concorso esterno in associazione mafiosa
11 Feb 2026 20:37
Gli inquirenti ritengono che l’azienda di trasporti intestata formalmente ad una terza persona, in realtà sia riconducibile a Raffaele Giudice che la Dia ritiene figura contigua a “cosa nostra” di Vittoria. E oggi è scattato il sequestro dell’azienda.
Giudice a dicembre del 2025 era stato raggiunto da un altro sequestro di beni emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania a seguito della proposta siglata congiuntamente dal direttore della Direzione investigativa antimafia e dal questore di Ragusa. Un patrimonio ingente, posto all’epoca sotto vincolo: 8 società e 1 ditta individuale – che operavano tra le province di Roma, Catania e Ragusa – nel settore dei trasporti e della compravendita di beni immobili, oltre a tre ville e numerosi terreni in provincia di Ragusa, rapporti bancari e finanziari intestati imprese e a 6 persone fisiche.
Ma intanto le indagini proseguivano
Un’altra azienda era rimasta “ai margini” del provvedimento precedente. E sono i numeri ad avere insospettito Questura di Ragusa e Dia. Un controllo costante ma discreto che intanto scandagliava fatturato e approfondiva i rapporti commerciali di un’altra azienda di trasporti. E allora sarebbe emerso che solo nella seconda parte dello scorso anno l’azienda – che sarebbe priva di ‘beni strumentali propri’ – aveva avuto una impennata di fatturato: 6 milioni di euro. E assieme al fatturato la presenza anche questa considerata repentina di 150 dipendenti. Sospetti anche sulla sede legale della società, che risulterebbe essere un immobile di esclusiva abitazione e i rapporti commerciali che sembrerebbero intrattenuti esclusivamente con società appartenenti allo stesso gruppo familiare.
“Il quadro complessivo, anche alla luce dei precedenti investigativi e delle pregresse contestazioni per reati fallimentari e associativi, depone per l’esistenza di un disegno unitario di natura elusivo-fraudolenta – riporta la nota ufficiale della Direzione investigativa antimafia – Il provvedimento di sequestro trae origine dall’applicazione delle normative vigenti in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, con specifico riguardo agli assetti patrimoniali e finanziari. L’azione intrapresa conferma la costante attenzione della Magistratura nei confronti dell’evoluzione del fenomeno mafioso, svolta in un quadro di stretta e continuativa collaborazione con le forze di polizia”.
La condanna di Giudice
La contiguità di Raffaele Giudice con ‘cosa nostra’ Vittoriese viene riconosciuta nella condanna in primo grado e con rito abbreviato, inflitta dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catania, Carla Aurora Valenti, a maggio del 2025. Giudice coinvolto negli esiti dell’operazione antimafia “Fenice”per la quale erano stati eseguiti 16 arresti a giugno del 2024, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania e che scelse il rito abbreviato, è stato condannato a 8 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa perché con la sua società di trasporti avrebbe concorso – pur non essendo formalmente affiliato – all’associazione mafiosa che vedrebbe in Emanuele Greco uno degli elementi di spicco (secondo la tesi dell’accusa e per la quale è in corso il processo ordinario a Ragusa). L’operazione Fenice riguardava fatti che si sarebbero verificati tra il 2018 e il 2022 tra Vittoria e altri comuni del Ragusano, Siracusa, Lentini e Francofonte e Catania. foto di repertorio generata da Ai
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