Dietro l’azienda sequestrata a Vittoria, per gli inquirenti ci sarebbe Raffaele Giudice da poco condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

Gli inquirenti ritengono che l’azienda di trasporti intestata formalmente ad una terza persona, in realtà sia riconducibile a Raffaele Giudice che la Dia ritiene figura contigua a “cosa nostra” di Vittoria. E oggi è scattato il sequestro dell’azienda.

Giudice a dicembre del 2025 era stato raggiunto da un altro sequestro di beni emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania a seguito della proposta siglata congiuntamente dal direttore della Direzione investigativa antimafia e dal questore di Ragusa. Un patrimonio ingente, posto all’epoca sotto vincolo: 8 società e 1 ditta individuale – che operavano tra le province di Roma, Catania e Ragusa – nel settore dei trasporti e della compravendita di beni immobili, oltre a tre ville e numerosi terreni in provincia di Ragusa, rapporti bancari e finanziari intestati imprese e a 6 persone fisiche.

Ma intanto le indagini proseguivano

Un’altra azienda era rimasta “ai margini” del provvedimento precedente. E sono i numeri ad avere insospettito Questura di Ragusa e Dia. Un controllo costante ma discreto che intanto scandagliava fatturato e approfondiva i rapporti commerciali di un’altra azienda di trasporti. E allora sarebbe emerso che solo nella seconda parte dello scorso anno l’azienda – che sarebbe priva di ‘beni strumentali propri’ – aveva avuto una impennata di fatturato: 6 milioni di euro. E assieme al fatturato la presenza anche questa considerata repentina di 150 dipendenti. Sospetti anche sulla sede legale della società, che risulterebbe essere un immobile di esclusiva abitazione e i rapporti commerciali che sembrerebbero intrattenuti esclusivamente con società appartenenti allo stesso gruppo familiare.

“Il quadro complessivo, anche alla luce dei precedenti investigativi e delle pregresse contestazioni per reati fallimentari e associativi, depone per l’esistenza di un disegno unitario di natura elusivo-fraudolenta – riporta la nota ufficiale della Direzione investigativa antimafia – Il provvedimento di sequestro trae origine dall’applicazione delle normative vigenti in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, con specifico riguardo agli assetti patrimoniali e finanziari. L’azione intrapresa conferma la costante attenzione della Magistratura nei confronti dell’evoluzione del fenomeno mafioso, svolta in un quadro di stretta e continuativa collaborazione con le forze di polizia”. 

La condanna di Giudice

La contiguità di Raffaele Giudice con ‘cosa nostra’ Vittoriese viene riconosciuta nella condanna in primo grado e con rito abbreviato, inflitta dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catania, Carla Aurora Valenti, a maggio del 2025. Giudice coinvolto negli esiti dell’operazione antimafia “Fenice”per la quale erano stati eseguiti 16 arresti a giugno del 2024, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania e che scelse il rito abbreviato, è stato condannato a 8 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa perché con la sua società di trasporti avrebbe concorso – pur non essendo formalmente affiliato – all’associazione mafiosa che vedrebbe in Emanuele Greco uno degli elementi di spicco (secondo la tesi dell’accusa e per la quale è in corso il processo ordinario a Ragusa).  L’operazione Fenice riguardava fatti che si sarebbero verificati tra il 2018 e il 2022 tra Vittoria e altri comuni del Ragusano, Siracusa, Lentini e Francofonte e Catania. foto di repertorio generata da Ai

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