Consiglio comunale aperto sul centro storico a Modica: servono scelte concrete per invertire la rotta

Un confronto ampio e partecipato. Il Consiglio comunale aperto che si è svolto ieri sera a Modica ha acceso i riflettori sul futuro del centro storico, segnando un momento importante nel percorso di riflessione e programmazione per il rilancio della città.

In aula si sono ritrovati cittadini, associazioni, rappresentanti istituzionali e operatori economici, dando vita a un dibattito articolato. Il tema, tra i più delicati per Modica, è stato affrontato sotto diversi punti di vista: dalla crisi delle attività commerciali allo spopolamento, dalla perdita di servizi alla sicurezza urbana. Problemi complessi, ma ormai riconosciuti da tutti come strettamente collegati e bisognosi di una risposta unitaria.

Durante il Consiglio, è emersa con forza la necessità di passare dalla fase dell’analisi a quella operativa. In questo senso, uno dei punti condivisi da gran parte degli interventi è stato quello della creazione di un tavolo tecnico dedicato al centro storico, capace di tradurre idee e proposte in azioni concrete e coordinate.

In chiusura, il sindaco Maria Monisteri ha manifestato la disponibilità dell’amministrazione a costruire un percorso condiviso con la città, aprendo alla concertazione sulle scelte più importanti che riguarderanno il futuro del centro storico. Un segnale politico rilevante, che potrebbe rappresentare il punto di partenza per una nuova fase di programmazione partecipata.

Se da un lato il confronto ha evidenziato criticità ormai strutturali, dall’altro ha fatto emergere un elemento non scontato: la volontà comune di collaborare. Le diverse posizioni, infatti, non hanno generato contrapposizioni, ma hanno contribuito ad arricchire il dibattito, ponendo le basi per un possibile percorso condiviso.

Accanto agli interventi istituzionali, però, si è fatta sentire con forza anche la voce dei cittadini. Tanti interventi, tante parole, tante analisi. Ma la domanda che in molti si pongono è una sola: quanto ancora bisognerà aspettare per vedere cambiamenti reali? Il degrado che oggi colpisce il centro storico e diversi quartieri della città non è più un’impressione, ma una realtà quotidiana: strade trascurate, attività che chiudono, giovani che vanno via, un centro storico che lentamente perde vitalità.

Il Consiglio comunale ha dimostrato che i problemi sono chiari a tutti; ciò che manca, secondo molti, è il passaggio decisivo: meno parole e più azioni, meno divisioni e più responsabilità. Servono scelte, coraggio e una visione capace di invertire la rotta. Perché, come è emerso con forza, Modica merita di più e i cittadini non intendono più aspettare.

A margine del dibattito, è intervenuto anche il gruppo di Alternativa Socialista, con Antonio Ruta, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa definendola un momento significativo per la democrazia cittadina. Ruta ha ribadito la necessità di istituire rapidamente un tavolo tecnico per il centro storico, chiedendo che sia il più possibile rappresentativo e inclusivo: dai giovani agli anziani, dalle associazioni alle parrocchie, fino ai professionisti e alle comunità straniere. L’obiettivo, secondo Alternativa Socialista, è costruire uno spazio stabile capace di raccogliere tutte le istanze e trasformarle in soluzioni condivise per il rilancio del cuore antico della città.

Soddisfatta del clima sereno e costruttivo dell’incontro si è detta la presidente del consiglio comunale, Mariacristina Minardo che, prima di chiudere la seduta, si è espressa impegnandosi a concretizzare la realizzazione del tavolo tecnico, secondo le esigenze emerse, e ad avviare l’iter per consulta permanente sul centro storico per mantenere sempre alta l’attenzione sul centro storico e sull’intero centro abitato di Modica.

Resta ora da capire quali risultati concreti potranno derivare da questo momento. Molto dipenderà dalla capacità delle istituzioni di dare seguito agli impegni emersi, trasformando il dialogo in strumenti operativi e politiche efficaci. Il rischio, altrimenti, è che il confronto resti un episodio isolato.

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