DALLE CARTE DA GIOCO SICILIANE AI “CALACIPITI”, DA LLE BIGLIE ALLE BAMBOLE DI PEZZA

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

 Se per fare un Presepe nel 2014 va rispolverata la soffitta dei genitori o dei nonni per trovare giochi d’altri tempi e non tecnologici allora stiamo parlando dei piccoli autori della Scuola dell’Infanzia Ecce Homo ( dell’istituto comprensivo Vann’Antò diretto da Rosario Pitrolo) e delle loro famiglie. Un progetto di sperimentazione “Bambini non commerciali” ha inglobato la realizzazione del Presepe nonché di tanti altri più piccoli sotto lo slogan “Senza multimedialità..ai giochi di un tempo si ritornerà”. Ed è così che la fantasia ha messo in moto un meccanismo di ricerca per le famiglie che insieme ai loro piccoli si sono adoperati per la realizzazione dei presepi  i cui elementi sono costituiti da vari pezzi dei giochi di una volta. Il progetto è stato pensato dagli insegnanti delle 5 sezioni per permettere ai bambini di  differenziare ciò che si può fare con lo smartphone, il tablet, la wii, da ciò che, attraverso tutti quei linguaggi alternativi, possono portare all’elaborazione di giochi, che trovano radice nei giochi tradizionali e alla produzione di giocattoli con elementi poveri ed essenziali.  Ed è così che al centro del salone del Plesso Ecce Home è spuntata una Natività fatta con le gigantografie delle carte da gioco in cui i tre cavalli hanno rivestito il ruolo dei Re Magi , la donna ed il re di denari rispettivamente Maria e Giuseppe ed al centro su un bell’asso d’oro il piccolo Bambinello. Ma non finisce qui, perché tra le grotte costruite dai piccoli si possono ammirare: quella in una scatola da gioco dell’Oca  i cui personaggi sono stati impersonati dai dadi numerati  e assemblati tra loro;  quella fatta di corde ed elastici; il presepe ispirato al gioco dei burattini, quello di carte , biglie, tappi, tuppiettu inserito in un vecchio distributore di bublegum;  quello di pietre liscie ovvero ispirato al gioco “Re ciappeddi”; o ancora quello su un calacipitu e con i tuppietti; altri di materiali poveri come la iuta, le stoffe per le bambole di pezza, quello che per tetto ha un campo da gioco, quello dentro una trottola, su una scacchiera, dentro un pallone da calcio ed altro ancora.  E’ tutto un rivivere i giochi di un tempo,  quelli che le nuove generazioni non hanno mai conosciuto perché l’utilizzo delle tecnologie multimediali anche per i giochi sono sempre più in uso tra le famiglie. Consci che l’utilizzo del PC  e  dei cellulari stanno cambiando la modalità di  comunicazione e di espressione delle  emozioni dei bambini fin dalla prima infanzia,  focalizzare la loro attenzione su un gioco che non abbia fili, pulsanti interattivi  ed altro anche solo per la costruzione manuale di una grotta, non può che arricchire il loro vocabolario e il loro sviluppo cognitivo. Di questo ne sono convinti gli educatori che dicono: “ Se i bambini fino ad 11 anni dichiarano di preferire in Youtube filmati con scene forti, è inevitabile domandarsi che posto occupano e come verranno gestiti “mentalmente” dal bambino gli script di azione appresi nei videogiochi e su internet che sono codificabili nella vita reale. E’ sorprendente come i genitori sembrano ignorare questi effetti a breve e a lungo termine, adottando comportamenti di  acquisto dei videogiochi centrati sulla preferenza del figlio. Restando nel mondo degli adulti, la scuola quindi, vuole prepararsi ad affrontare questi importanti cambiamenti nelle strutture cognitive e nelle modalità di apprendimento ponendo l’attenzione alla questione relativa alla salute mentale, allo sviluppo cognitivo, emozionale e relazionale”. Durante i laboratori, infatti, si è cercato di raggiungere vari obbiettivi tra cui:  arricchire il vocabolario dell’affettività, rafforzare l’idea di unione con semplici giochi, associare i colori alle emozioni e poi le emozioni a fatti raccontati, costruire simboli che riguardano gesti affettuosi, recuperare giochi antichi, rielaborare nuovi giochi servendosi di semplici elementi e materiale da riciclo, costruire giocattoli semplici. Riuscire a raggiungere almeno in parte questi obbiettivi sarà sicuramente un traguardo importante.

 Giovedì pomeriggio a scuola si darà vita ad una grande tombola con i piccoli e le loro famiglie.

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it