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Dalla Fava Cottòia all’Hummus Ibleo: la rinascita dei legumi nella dieta dei ragusani
10 Feb 2026 12:33
In provincia di Ragusa, la memoria collettiva conserva il profumo delle zuppe che cuocevano lentamente sulle stufe nelle case di pietra. Per secoli, le famiglie della zona hanno considerato i legumi come la colonna portante della propria alimentazione. Questi piccoli semi rappresentavano la “carne dei poveri”, una fonte di sostentamento accessibile che garantiva forza e salute ai contadini impegnati nel lavoro faticoso dei campi.
Nel mese della Giornata Mondiale dei Legumi che si festeggia il 10 febbraio, riscopriamo come questo tesoro della terra stia tornando protagonista nelle nostre cucine moderne. Questo ritorno non è solo un omaggio al passato, ma una risposta concreta alle nuove esigenze di benessere e sostenibilità.
La “carne dei poveri” che ha nutrito le generazioni
I legumi sono parte integrante della dieta mediterranea e hanno segnato profondamente la storia del territorio ibleo, fungendo da pilastro per l’economia rurale locale. La coltivazione di fave, ceci e lenticchie ha permesso a intere generazioni di superare periodi di carestia e difficoltà economiche.
Nelle campagne di Ragusa, Modica e Scicli, il consumo di questi alimenti non era una scelta dettata dalla moda, ma una necessità legata alla sopravvivenza. Il legame tra il popolo ragusano e la propria terra si riflette proprio nella capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti nutrienti. Portare in tavola un piatto di legumi oggi significa riconnettersi con una tradizione che valorizza il lavoro dell’uomo e il rispetto per i cicli della natura.
Eccellenze del territorio: la Fava Cottòia di Modica e le varietà locali
Il territorio ibleo vanta eccellenze gastronomiche che il mondo intero invidia, tra cui spiccano i legumi tipici della provincia di Ragusa e il valore del Presidio Slow Food. La Fava Cottòia di Modica rappresenta l’esempio più celebre di questa biodiversità. Questa varietà deve il suo nome alla straordinaria velocità di cottura e alla consistenza tenera della sua buccia. Il suolo calcareo dell’altopiano ibleo conferisce proprietà organolettiche uniche a tutti i prodotti della zona.
Oltre alle fave, i ceci e le lenticchie coltivati tra i muretti a secco beneficiano di un microclima particolare e di un terreno ricco di minerali. Questi fattori ambientali garantiscono un sapore intenso e una qualità superiore che distinguono i legumi locali da quelli provenienti dalla grande distribuzione.
La tradizione nel piatto: dal “Maccu” alle zuppe di festività
La cucina ragusana celebra l’identità territoriale attraverso ricette tradizionali a base di fave e legumi che si tramandano di generazione in generazione. Il “Maccu” di fave rimane il piatto simbolo della cultura contadina iblea, una crema densa e profumata che incarna il concetto di comfort food siciliano. Nelle campagne di Scicli, Ragusa e Ispica, le ricette prevedono spesso l’aggiunta di erbe selvatiche come il finocchietto, che conferisce un aroma fresco e persistente. Le zuppe di legumi accompagnano tradizionalmente le festività, ricordando ai residenti che la vera ricchezza culinaria risiede nella semplicità degli ingredienti locali. Questi piatti non sono semplici alimenti, ma veri e propri custodi della cultura e delle radici della comunità ragusana.
Innovazione in cucina: come trasformare i legumi per i ritmi moderni
La versatilità dei prodotti locali permette di ideare ricette veloci e moderne con i legumi per chi vive nel ragusano e ha poco tempo a disposizione. La tradizione può incontrare l’innovazione trasformando, ad esempio, i classici ceci in un hummus cremoso. Questa preparazione diventa un’eccellenza se arricchita con l’Olio Extravergine d’Oliva DOP Monti Iblei, creando un connubio perfetto tra Medio Oriente e Sicilia.
Le lenticchie locali si prestano inoltre alla creazione di polpette vegetali fatte in casa, ideali per i giovani o per un pranzo veloce post-spiaggia. Queste soluzioni permettono di consumare proteine vegetali di alta qualità senza rinunciare alla praticità richiesta dalla vita contemporanea.
Conclusione: un ritorno al futuro per il benessere
Analizzando i benefici della dieta mediterranea siciliana e la prevenzione a tavola, emerge chiaramente l’importanza fondamentale dei legumi. Il consumo regolare di questi alimenti aiuta a prevenire patologie moderne come il diabete di tipo 2 e l’ipercolesterolemia, grazie all’alto contenuto di fibre e al basso indice glicemico. La scienza della nutrizione sottolinea come la combinazione dei legumi con il grano duro siciliano, sotto forma di pasta o pane di casa, crei un profilo proteico completo. Questo abbinamento garantisce tutti gli amminoacidi essenziali necessari all’organismo, rendendo il piatto equilibrato dal punto di vista biochimico. Scegliere legumi iblei significa dunque investire nella propria salute a lungo termine attraverso scelte consapevoli.
Valorizzare i legumi ragusani non rappresenta soltanto una scelta salutistica intelligente, ma costituisce un atto di supporto concreto all’agricoltura del nostro territorio. Ogni acquisto di prodotti locali sostiene i produttori che mantengono vivo il paesaggio degli Iblei e preservano la biodiversità siciliana. Celebrare l’importanza di questi semi significa rimettere al centro della nostra tavola un alimento che unisce storia, gusto e sostenibilità ambientale. La rinascita della Fava Cottòia e delle altre varietà locali segna un percorso verso un futuro dove il benessere individuale coincide con la tutela del patrimonio collettivo.
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