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Dal silenzio alla telecamera: il progetto TAG dà voce ai giovani di Ragusa
31 Lug 2026 12:17
Un’esperienza fatta di creatività, ascolto, confronto e nuove amicizie. Si è concluso con grande partecipazione il Boot Camp estivo del Summer Camp 2026, promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista nell’ambito del progetto TAG, un percorso dedicato ai giovani della provincia di Ragusa con l’obiettivo di valorizzarne capacità, idee e protagonismo.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di crescita per i ragazzi coinvolti, chiamati a mettersi in gioco attraverso il linguaggio del cinema, delle interviste e della narrazione personale.
Il progetto TAG nasce dalla collaborazione tra il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ente capofila e promotore, la Fondazione San Giovanni Battista, l’Associazione I Tetti Colorati ETS, la Cooperativa Sociale L’Arca e l’Associazione Lauretana ODV-ETS, grazie al finanziamento del Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 nell’ambito dell’iniziativa nazionale Province X Giovani.
Un viaggio tra cinema, emozioni e protagonismo giovanile
Durante le giornate del Boot Camp i giovani partecipanti hanno vissuto un’intensa esperienza formativa tra gli spazi della comunità di San Luca a Frigintini e il Centro aggregativo giovanile di via Mario Leggio a Ragusa.
Guidati dal regista Francesco Cordio e dal montatore video Francesco Di Trapani, i ragazzi hanno affrontato temi centrali come l’ascolto reciproco, la collaborazione e la capacità di esprimere la propria identità.
Davanti e dietro la telecamera hanno imparato a raccontarsi, superando timidezze e difficoltà iniziali, fino alla realizzazione di un documentario e di diverse interviste.
Un percorso che non ha avuto soltanto un valore artistico, ma soprattutto umano: creare legami, rafforzare la fiducia in sé stessi e costruire una piccola comunità basata sulla condivisione.
La proiezione finale emoziona famiglie e partecipanti
Il momento conclusivo si è svolto al centro aggregativo di Ragusa, dove, alla presenza dei genitori, sono state proiettate le opere realizzate durante il laboratorio.
Un’occasione per mostrare il risultato di un percorso che ha permesso ai ragazzi di scoprire nuove capacità e di raccontare il proprio punto di vista sul mondo.
La soddisfazione è stata evidente tra partecipanti, famiglie e operatori coinvolti nel progetto.
Fondazione San Giovanni Battista: “Abbiamo fatto emergere ciò che i ragazzi avevano dentro”
Il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, don Sebastiano Roberto Asta, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto.
“L’aspetto più bello di questo progetto è stato riuscire a creare e favorire nuove amicizie tra i ragazzi. Grazie alle nostre guide che hanno aiutato i giovani a tirar fuori ciò che avevano dentro”.
Don Asta ha sottolineato il valore del protagonismo giovanile e della capacità dei ragazzi di sentirsi parte attiva di una comunità.
“Conoscersi, fare amicizia, sentirsi parte di una piccola comunità è quello che vogliamo favorire nei ragazzi ed è quello che più ci sta a cuore”.
Una rete territoriale per valorizzare le nuove generazioni
Per Gianna Dimartino, referente del progetto TAG per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e realtà sociali.
“Con questo progetto prende forma una rete davvero speciale. Come Libero Consorzio promuoviamo diverse iniziative, ma questa è specificamente destinata ai giovani della nostra provincia, che intendiamo tutelare e valorizzare”.
Il progetto, secondo Dimartino, ha centrato uno degli obiettivi principali: ascoltare i ragazzi e renderli protagonisti consapevoli della società in cui vivono.
TAG mette al centro il benessere degli adolescenti
La responsabile del progetto per la Fondazione, Chiara Facello, ha evidenziato il valore del percorso costruito attorno agli adolescenti e alle loro famiglie.
“Il progetto TAG mette al centro il benessere emotivo e relazionale degli adolescenti e dei loro genitori. Abbiamo voluto organizzare un campus in cui i veri protagonisti fossero davvero i ragazzi”.
Un’esperienza che ha permesso ai giovani di sentirsi ascoltati e valorizzati, trasformando il laboratorio in uno spazio di espressione libera e creativa.
Il cinema come strumento per imparare ad ascoltare
Grande entusiasmo anche da parte del regista Francesco Cordio e del montatore Francesco Di Trapani, che hanno accompagnato i ragazzi nel percorso creativo.
“Ci siamo concentrati sulla parola ascolto, fondamentale nel teatro, nell’arte e nella vita. In soli due giorni e mezzo non credevamo che saremmo arrivati a un risultato così importante”.
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