CROCETTA UN PRESIDENTE SENZA MAGGIORANZA

Credo che il voto espresso dai Siciliani abbia detto che non se ne può più di coloro che hanno portato la Regione nello stato in cui si trova, ma l’opzione prescelta credo costituisca un’occasione sprecata. Basti considerare che il presidente della Regione è espressione dei partiti che l’hanno governata fino a ieri (l’Udc addirittura quello che lo ha fatto più a lungo, per ben dieci degli ultimi undici anni) e che l’unica novità  prodotta dal voto è l’elezione di un gruppo di deputati del M5S che andranno ad esercitare un ruolo di opposizione. Se a ciò si aggiunge che il presidente appena eletto – con il consenso di appena il 13% circa degli elettori siciliani – non avrà una maggioranza all’Ars e che, se vorrà tentare di ottenerla, dovrà fare un accordo con la coalizione di Miccichè, si ha l’idea di quanto confuso sia il quadro e sostanzialmente nullo l’effetto-cambiamento. 

Le sole novità riguardano la rappresentanza iblea e la bocciatura degli uscenti Minardo e Leontini, nonché dell’ex Drago. Questo è l’unico effetto di cambiamento, comunque apprezzabile e positivo, mentre per il resto il voto ha confermato, con la sola eccezione del M5S, esattamente le stesse forze politiche responsabili del disastro.

Il progetto LiberaSicilia e la lista di Claudio Fava a mio avviso erano e rimangono l’unica possibilità di alternativa alle esperienze dei Governi Cuffaro e Lombardo, ma sono stati penalizzati dal fatto che il rifiuto di tali modelli di governo e la protesta contro di essi si siano tradotti quasi esclusivamente nel non voto e nel voto al M5S, sulla spinta di sentimenti di rabbia emotiva – giustificabili e condivisibili – che paradossalmente hanno penalizzato e vanificato l’unico vero progetto di cambiamento in campo.

Si spiega così il dato, a mio avviso deludente, relativo al voto sia a Giovanna Marano che alla Lista Fava (Fed-Sel-Verdi). Per quanto riguarda le liste provinciali in particolare, il mancato raggiungimento del 5% rappresenta un danno enorme al bisogno di rinnovamento in quanto, anche dall’opposizione, una voce come quella espressa dalla lista in cui da indipendente mi sono candidato sarebbe stata garanzia di controllo degli atti di governo, di critica e di proposta, di limpida rappresentanza degli interessi dei Siciliani senza cedimenti, né ambiguità.

Per questa ragione, mentre ringrazio gli elettori che sono andati a votare e hanno scelto il nostro progetto, vorrei rassicurare loro – e annunciare agli altri – che il progetto non si ferma: ha gettato un seme che darà i suoi frutti, soprattutto quando alla rabbia emotiva degli elettori di oggi dovrà subentrare la responsabilità matura della presa d’atto atto della realtà e della necessità di fare le sole scelte necessarie per costruire finalmente un nuovo modello di cura del bene comune, di rappresentanza nelle istituzioni e di governo della cosa pubblica.

 

 

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