CREATI GLI “ANTICORPI-ARMATI” CONTRO L’ARTRITE REUMATOIDE

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Presso l’istituto ETH di Zurigo è stato sintetizzato, tramite avanzate tecniche di biotecnologia, un nuovo anticorpo frutto della fusione di due molecole: un anticorpo vero e proprio e l’ interleuchina-4 (IL-4, una delle molecole messaggere utilizzate dal sistema immunitario).

Il nuovo composto “chimerico” denominato subito “anticorpo-armato”, è stato utilizzato in laboratorio su modelli animali affetti da artrite reumatoide.

Questa è una delle patologie autoimmuni più diffuse, la cui origine rimane ancora molto oscura alla medicina e della quale purtroppo, come sappiamo, non esistono terapie in grado di rimetterla definitivamente.

È una malattia infiammatoria altamente invalidante e cronica: i sintomi abbassano notevolmente la qualità della vita perchè provocano agli arti rigidità, forti dolori e tumefazioni.

Oggi si riesce a controllarne la progressione e i sintomi (in modo che i pazienti possano affrontare gli impegni quotidiani, ma sempre, spesso, con grandi sofferenze) e si è comunque lontani da una terapia specifica (“Non esiste un singolo farmaco efficace per tutti i pazienti e spesso molti di essi devono ricorrere a diverse modifiche terapeutiche nel corso della loro malattia”).

La cosa straordinaria è che, come dimostrato in questo studio pubblicato sulla rivista PNAS, i topi affetti da artrite reumatoide, trattati con l’anticorpo-armato sono andati incontro a completa guarigione.

Il risultato si è addirittura dimostrato migliore alle più rosee aspettative.

Gli autori dello studio spiegano: «Come risultato della combinazione con l’anticorpo, IL-4 raggiunge la sede della malattia, quando la molecola di fusione viene iniettata nel corpo.Questo ci consente di concentrare il principio attivo nella sede della malattia. La concentrazione nel resto del corpo è minima, il che riduce gli effetti collaterali (…) questo trattamento combinato ha prodotto una cura a lungo termine».

I ricercatori prevedono che al massimo entro il prossimo anno inizieranno le sperimentazioni sull’uomo.

                                                  

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it