COMIZIO DI MATTEO RENZI A POZZALLO NELLA CITTA’ CHE HA DATO I NATALI A GIORGIO LA PIRA

Nessuna defaillance da parte del pubblico che, numeroso, ha atteso pazientemente l’arrivo del sindaco di Firenze, un’ora oltre l’orario previsto. Matteo Renzi, circondato da un gruppo di giovani, è salito sul palco alle 13,00.  Jeans e camicia, dopo aver ringraziato i promotori dei comitati spontanei, ha sciorinato con affascinante oratoria idee e progetti per un Paese migliore, da realizzare ora, subito, adesso. Ha quindi proseguito precisando che rottamare non significa mettere in un cantuccio chi non ha più l’età, ma mettere fuori gioco, e non per il gusto di farlo, ma per rispettare la voglia e la necessità di cambiamento, dirigenti di partito e governanti a tutti i livelli che, da 20 anni, occupano le stesse poltrone. “Le stesse persone – ha detto –  che ci hanno regalato la insostenibile condizione economica e sociale nella quale oggi siamo costretti a barcamenarci, non possono essere protagonisti del cambiamento. Chiaro e illuminante, al riguardo, il risultato elettorale in Sicilia. Solo chi non vuole intendere, parla di successo. Nessuno dei partiti tradizionali ha vinto. I cittadini, stanchi di un sistema politico superato dai tempi, chiedono un cambiamento radicale. Qualsiasi sia l’esito della mia battaglia alle primarie, agirò e mi comporterò con lealtà e coerenza. Che sono poi le direttrici lungo le quali si deve muovere la politica per recuperare credibilità. E a proposito di coerenza sarebbe giusto rispettare il risultato referendario che ha cancellato il finanziamento pubblico ai partiti. Il mio progetto va avanti con libere sottoscrizioni. Oggi il Paese paga 80 miliardi l’anno di interessi sul debito pubblico, una somma enorme, di gran lunga superiore agli stanziamenti per la scuola, gli asili nido, lo Stato sociale. E’ il momento di investire sulla qualità della formazione restituendo dignità e prestigio agli insegnanti e realizzando scuole nuove e aule spaziose per i nostri ragazzi. Avere disperso 47 miliardi di euro di fondi comunitari è fatto grave e intollerabile. Questa città ha dato i natali ad un uomo che ha saputo interpretare la politica con autentico spirito di servizio: Giorgio La Pira. Considerato santino in vita, come succede ai grandi uomini, osannato dopo la sua morte. Lui, oltre ad avere operato da vero santo, dotato di grande energia morale, ha saputo essere uomo politico tremendamente pratico. Il Pignone era azienda in fallimento. Centinaia di persone avrebbero perso il posto di lavoro. La Pira è intervenuto con grande autorevolezza. Oggi  il Nuovo Pignone è una fra le più grandi fabbriche private che da lavoro a 3500 persone”.

“Chistu cia sapi”. Questo il commento finale di un gruppo di anziani. A conclusione del comizio, accompagnato dalla studiosa Grazia Dormiente e da un gruppo di simpatizzanti, Renzi ha visitato la Fondazione Familiare “Giorgio La Pira” di via Pascoli, la casa ove è nato il sindaco santo ed i luoghi dell’ infanzia. Quindi un breve incontro di fronte al Municipio con il sindaco Luigi Ammatuna ed un gruppo di sostenitori.

 

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