Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
Carceri siciliane al collasso, sindacati e Codacons chiedono interventi urgenti
06 Set 2025 18:46
La situazione degli istituti penitenziari in Sicilia si conferma sempre più critica. A denunciarlo sono i sindacati della Polizia Penitenziaria che, con una nota indirizzata al Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, parlano apertamente di “condizioni esplosive” per gli agenti, costretti a turni fino a 13 ore consecutive e sempre più spesso vittime di aggressioni violente.
Gli episodi più recenti risalgono al 4 settembre, con due casi segnalati rispettivamente all’Ucciardone e al Pagliarelli di Palermo: in uno di questi un detenuto ha aggredito un agente con pugni e calci per una banale questione legata all’accesso all’infermeria. Situazioni che, secondo le sigle sindacali Sappe, Osapp, Fns Cisl, Sinappe, Uilpa Polizia Penitenziaria e Uspp, alimentano “un clima di forte tensione e insicurezza all’interno delle strutture”.
I sindacati sottolineano anche la carenza cronica di organico e il peso di turni massacranti, in violazione delle norme nazionali e delle tutele per la salute dei lavoratori: “Capita che agli stessi agenti venga imposto di coprire anche il turno notturno subito dopo una giornata di 13 ore, in un contesto di stress psicofisico insostenibile”. Da qui l’appello a un intervento “organico e ispirato a criteri di equità territoriale”, con un rafforzamento reale degli organici, ben oltre le 306 nuove unità previste dal Dap, giudicate insufficienti.
Il fronte sindacale avverte che il problema non riguarda soltanto la sicurezza del personale: “Nei 23 istituti penitenziari siciliani – scrivono – la presenza dello Stato deve essere forte e visibile, per garantire legalità e un percorso di reale reinserimento sociale. Oggi invece le disparità tra Nord e Sud rischiano di compromettere l’intero sistema”.
L’appello del Codacons
A denunciare la gravità della situazione interviene anche Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che richiama il nuovo Garante regionale dei detenuti a un ruolo attivo e incisivo. “Le carceri dell’isola – spiega – vivono condizioni di forte sofferenza, con sovraffollamento, carenze igienico-sanitarie, mancanza di acqua calda e di climatizzazione. Se non si interviene subito, si mettono a rischio i diritti fondamentali delle persone”.
Tanasi richiama inoltre le denunce dei sindacati, ricordando che la dignità dei detenuti e quella degli agenti sono due facce della stessa medaglia: “Non si può ignorare che la condizione di chi lavora negli istituti sia parte integrante della questione carceraria. Ogni giorno perso è un giorno di sofferenza e di compromissione della dignità umana. La dignità non può attendere”.
Una crisi che chiede risposte
L’emergenza carceraria siciliana si pone dunque su un doppio fronte: la tutela della salute e della sicurezza del personale penitenziario da un lato, e il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti dall’altro. Per entrambe le questioni, i sindacati e le associazioni chiedono un impegno immediato delle istituzioni, perché senza un intervento concreto e organico il rischio è quello di un collasso del sistema penitenziario regionale.
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