Carburanti: Modica resta la città iblea più cara?

A distanza di due anni la domanda torna puntuale: fare benzina a Modica costa ancora più che nel resto della provincia di Ragusa? Già nel 2023 un’analisi pubblicata da ragusaoggi,it segnalava un’anomalia che molti automobilisti avevano iniziato a notare: tra Modica e Ragusa, appena sedici chilometri di distanza, si potevano registrare differenze di prezzo anche di diversi centesimi al litro. All’epoca la media del self service parlava chiaro: circa 1,86 euro al litro per la benzina a Modica contro 1,79 a Ragusa, con scarti simili anche sul gasolio.
Consultando i dati aggiornati dei comparatori di prezzi dei distributori come Komparing o l’osservaprezzi carburanti del ministero delle Imprese, la situazione sembra cambiare poco.

Il confronto tra le principali città della provincia
Dai dati disponibili sui listini delle stazioni di servizio emerge un quadro abbastanza indicativo delle differenze territoriali.


Prezzi indicativi self service (benzina e gasolio)

  • Modica
    • Benzina: circa 1,70 – 1,75 €/l
    • Gasolio: circa 1,68 – 1,72 €/l
  • Ragusa
    • Benzina: circa 1,65 – 1,69 €/l
    • Gasolio: circa 1,64 – 1,69 €/l
  • Vittoria
    • Benzina: circa 1,63 – 1,66 €/l
    • Gasolio: circa 1,67 €/l in diversi impianti rilevati.
  • Comiso
    • Benzina: circa 1,69 €/l
    • Gasolio: circa 1,64 €/l in alcune stazioni.

Le differenze possono sembrare minime a prima vista, ma su un pieno da 50 litri bastano 5-8 centesimi al litro per arrivare a spendere 3 o 4 euro in più. E meno male che siamo sotto i livelli del marzo 2023.

Un fenomeno che si ripete negli anni

Il confronto storico rafforza questa impressione. Tre anni fa si osservava una forbice significativa tra i prezzi medi di Modica e quelli del capoluogo. In alcuni casi la differenza tra il prezzo più basso e quello più alto, considerando anche il servito, arrivava addirittura a 30 centesimi al litro.
Nonostante le variazioni legate alle quotazioni internazionali del petrolio e alle accise, il quadro generale sembra quindi riproporsi: Modica tende a mantenere prezzi mediamente più alti rispetto ad altri centri della provincia iblea.

Perché succede?

Le spiegazioni possibili sono diverse e riguardano soprattutto la struttura del mercato locale. Uno dei fattori principali è la tipologia degli impianti. Nei centri dove prevalgono distributori con personale e servizio assistito, i costi di gestione sono più alti e questo può riflettersi sul prezzo finale alla pompa.
Un altro elemento riguarda i volumi di vendita. Città come Ragusa o Vittoria, con flussi di traffico più consistenti e un numero maggiore di pendolari e autotrasportatori, possono permettersi prezzi più competitivi grazie alla maggiore quantità di carburante venduto.
Infine entrano in gioco anche fattori logistici e commerciali, come i costi di approvvigionamento e le politiche dei singoli gestori.

La percezione degli automobilisti

Al di là dei numeri, ciò che colpisce è la percezione diffusa tra i cittadini: chi si sposta quotidianamente tra i comuni della provincia ha spesso l’impressione che fare rifornimento a Modica costi sistematicamente qualche centesimo in più. Non sempre la differenza è clamorosa, ma nel tempo diventa evidente. Ed è proprio questo piccolo scarto che continua ad alimentare il dibattito tra gli automobilisti iblei.
La domanda, quindi, resta aperta e attuale come tre anni fa: Modica è davvero la città più cara della provincia di Ragusa per fare benzina e gasolio? I dati disponibili, almeno per ora, sembrano continuare a suggerire di sì.

La grande speculazione
La chiusura dello Stretto di Hormuz, tra la penisola arabica e l’Iran, dal quale transita il 20% del mercato mondiale di carburanti, ha innescato la solita speculazione. Perché il carburante venduto oggi spesso è stato acquistato settimane prima. Infatti in Italia le aziende petrolifere devono mantenere scorte obbligatorie di circa 30 giorni per sicurezza energetica. Per questo motivo, nei giorni scorsi le stesse associazioni dei benzinai stessi hanno detto che alcuni rincari recenti sono “ingiustificati” perché basati su previsioni di aumento del petrolio e non su costi già sostenuti. In pratica: a volte il prezzo sale per aspettativa, non perché quel carburante sia costato di più.

Da cosa dipende il prezzo alla pompa

Il prezzo dei carburanti viene aggiornato in base a quotazioni internazionali dei carburanti raffinati (non solo del petrolio); aspettative di mercato (se si prevede che salirà); strategie delle compagnie; tasse.
Quindi i prezzi vengono spesso aggiornati quasi in tempo reale, anche se il prodotto fisico è stato acquistato prima.

In Italia pesa moltissimo la tassazione

Una cosa spesso sottovalutata: più della metà del prezzo è fatta di tasse. Indicativamente per benzina e diesel: 40% accise 22% Iva (calcolata anche sulle accise). Il resto è il carburante vero e margini. In totale circa il 55% del prezzo finale sono imposte. Negli ultimi giorni i prezzi stanno salendo soprattutto per le tensioni geopolitiche in Iran e dintorni e l’aumento delle quotazioni petrolifere. Inoltre, per i cambiamenti nelle accise nel 2026, che hanno aumentato la tassa sul diesel.
Molti economisti parlano del fenomeno “razzo e piuma”: i prezzi salgono come un razzo scendono lentamente come una piuma. Indovinate chi perde e chi guadagna.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it