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CANCELLATO L’INNO ALLA DROGA ALL’INGRESSO DI MARINA DI RAGUSA
11 Set 2012 15:25
Nessuno di noi (collaboratori) o dei redattori di RagusaOggi si illude che il recentissimo intervento del Comune di Ragusa sia da accreditare al nostro articolo della scorsa settimana (anche se iniziano ad essere abbastanza numerosi i casi, ma possono tutte essere coincidenze? di intereventi successivi a nostre segnalazioni).
Certo è che la scritta “La droga mi fa vivere bene!!” su un bianco muro all’ingresso della frazione balneare è stata eliminata da personale del Comune capoluogo, come mostra la foto che con piacere pubblichiamo. Siamo lieti del fatto che sia stato oppure no merito nostro e della nostra segnalazione, quello sconcio sia stato eliminato. Aggiungo che, subito dopo aver pubblicato l’articolo per chiedere che si cancellasse quella che verosimilmente è solo e soltanto la ragazzata di qualche stupidino, alcuni amici (quelli che allo pseudonimo Hicsuntleones sanno associare un nome ed un volto) mi hanno segnalato che accanto alla frase da me fotografata era anche un disegnino che mostrava un “cocainomane” nell’atto tipico di sniffare e ancora accanto la scritta “cocaina”.
Si tratta di dettagli. Quello che a noi interessava era sollevare il problema e adesso con sommo piacere ne diamo atto al Comune di Ragusa che in questo caso l’efficienza l’ha mostrata coi fatti.
Con la soluzione dell’episodio si chiude anche la vicenda, che non mi sono mai permesso di alimentare, dei commenti all’articolo di denuncia. La principale caratteristica del nostro quotidiano, oltre alla perizia giornalistica di molti redattori (nonostante l’età verdissima di molti di loro) è quella, ormai consolidata ed evidentemente anche molto apprezzata, di poter apporre i commenti agli articoli. Se ne leggono di tutti i colori (e si tenga presente che il direttore Portelli non pubblica quelli che manifestamente offendono le persone e potrebbero quindi innescare querele et similia). Sono una nota simpatica e sovente anche utile per crescere, tutti: redattori, testata, lettori, collettività.
Nel caso in parola, all’articolo sulla scritta a Marina, sono stato fatto oggetto di due simpatici commenti, coi quali in buona sostanza mi si diceva che a cancellare la scritta avrei potuto provvedere anche io stesso, direttamente. Un commento aggiungeva anche che “non ti mancano i soldi per cancellare …”. Premesso che per cancellare quella scritta saranno occorsi forse cinque euro di vernice e tre di pennello e, confesso, sono effettivamente in possesso di cinque euro, e forse anche del doppio. Ma viene la curiosità di capire il perché si afferma con sicumera che non mi mancano i soldi, quando non si conosce la mia identità. Un secondo commento sosteneva che noi di RagusaOggi siamo spesso un po (scritto così) presuntuosi e ignoranti. Per quanto mi riguarda, io sono molto più che ignorante. Ma presuntuoso nemmeno un po’ (scritto così).
E infine, cosa che mi interessa molto più delle altre: il giornalista, e per estensione la testata alla quale egli collabora, è tenuto da motivi deontologici a fare le segnalazioni, le denunce (avendo cura, per quelle che pervengono da terzi, di verificare quanto denunciato). L’intervento auspicato, sia esso ponderoso, costoso, pericoloso, delicato, più o meno urgente, non solo non può, ma assolutamente non deve essere effettuato da altri che non siano gli organi preposti. Si tratta di una elementare legge della più ovvia civile società. Io, il direttore Franco Portelli, e tutti i collaboratori di questo quotidiano che cresce di giorno in giorno, teniamo al rispetto delle regole, sempre.
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