Bollette dell’acqua fino al 38% più care entro il 2029: perché Ragusa ha votato sì

Bollette dell’acqua fino al 38% più care entro il 2029: perché Ragusa ha votato sì

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Il 10,5 per cento in più sulle bollette dell’acqua del 2026 potrebbe essere solo il primo gradino. Sommando gli aumenti anno per anno, il conto arriva a oltre il 38 per cento in quattro anni: +10,50% nel 2026, +9% nel 2027, +7,50% nel 2028 e +6,75% nel 2029. È la progressione contestata in queste ore a Ragusa dopo il voto dell’Assemblea territoriale idrica, che rischia di pesare sulle tasche delle famiglie e sui bilanci delle imprese.

Una decina di giorni fa dieci sindaci su dodici, compreso il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, hanno votato a favore dell’aumento delle tariffe idriche. Soltanto i sindaci di Ispica e Pozzallo hanno espresso voto contrario.

Il nodo è chi paga. Le domande riguardano quanto Iblea Acque riesca davvero a riscuotere nei dodici comuni della provincia, la morosità, i crediti non riscossi e le azioni per recuperarli, i margini per contenere i costi di gestione e la possibilità di tutelare di più i comuni più virtuosi nella riscossione delle bollette.

A sollevare il caso è il consigliere comunale di Controcorrente Saverio Buscemi: «Prima di chiedere altri sacrifici ai cittadini, si è fatto tutto il possibile per recuperare le somme non riscosse e ridurre le inefficienze? Chi paga regolarmente non può essere chiamato a pagare anche per chi non lo fa». Buscemi anticipa la possibile risposta dell’amministrazione: «Immagino già la risposta: ce lo impone Arera. Ma attenzione a non confondere le regole con le scelte politiche. Arera definisce il quadro regolatorio e i criteri tariffari, mentre all’Ati spettano valutazioni e decisioni fondamentali nella predisposizione delle tariffe».

Poi la domanda al sindaco: «Sindaco Cassì, la domanda è semplice: prima di votare a favore di questi aumenti, ha davvero fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per difendere gli interessi dei ragusani? I sindaci di Ispica e Pozzallo hanno votato contro. Evidentemente, esprimere una posizione diversa era possibile».

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