RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
Animali in catena o maltrattati? A Modica scattano multe fino a 5.000 euro e denunce penali. La nuova ordinanza
09 Lug 2025 09:44
Un cane non è un oggetto. Un gatto non è un passatempo. Prendersi cura di un animale significa accudirlo, rispettarlo, garantirgli benessere e dignità. A ricordarlo nero su bianco è la nuova ordinanza sindacale firmata dal Sindaco di Modica, Maria Monisteri e voluta fortemente dall’Assessore alle Politiche per la Tutela e Difesa degli Animali, Samuele Cannizzaro, in applicazione della Legge Brambilla, entrata in vigore il 1° luglio.
Una svolta storica nella tutela degli animali da compagnia: chi verrà sorpreso a detenere cani o gatti in condizioni inadeguate rischia sanzioni fino a 5.000 euro e, nei casi più gravi, una denuncia penale. L’ordinanza fissa infatti una serie di obblighi e divieti chiari per i proprietari, finalizzati a prevenire abusi, negligenze e ogni forma di sofferenza evitabile per gli animali.
Via le catene e le corde: ora è vietato limitare la libertà di movimento degli animali. Non solo: i proprietari dovranno garantire una corretta alimentazione, protezione dagli agenti atmosferici, cure veterinarie e soprattutto evitare isolamento prolungato, trascuratezza o abbandono.
L’assessore Cannizzaro ha annunciato una stretta nei controlli e una piena collaborazione con Polizia Locale, Guardie Zoofile e Forze dell’Ordine.
Un punto cardine dell’ordinanza è l’obbligo di microchip e iscrizione all’anagrafe canina entro 30 giorni dall’acquisizione dell’animale.
Le sanzioni amministrative previste vanno da 500 a 5.000 euro, ma in caso di gravi violazioni si procederà penalmente, con segnalazione all’autorità giudiziaria. Una linea dura, ma necessaria per tutelare chi non ha voce e troppo spesso paga le conseguenze dell’ignoranza o dell’indifferenza umana.
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