LA CRISI? QUANTI MILIONI DI EURO NON SPESI!

Egregio direttore,

ho letto la missiva di un commerciante di Ragusa, in merito alle aperture domenicali e festive. Vorrei intervenire dicendo che la sola cosa condivisibile, è il problema sollevato in merito alle grosse catene di distribuzione. Ma, se mi è consentito, qualche considerazione va fatta. La mia personale esperienza infatti, mi porta a sottolineare alcuni aspetti.

Il primo è il problema legato al personale dipendente nei pubblici esercizi. Nella maggior parte degli esercizi di vicinato, la gestione dell’attività è a conduzione familiare, per cui spesso non si capisce quale sia tutto questo personale che deve essere retribuito con straordinari festivi. Cosa che invece nei fatti non esiste laddove c’è del personale dipendente che, regolarmente viene pagato extra. E che nessuno mi dica che i soldi oggi, non servono. Secondo. Se gli esercenti si sono convinti che l’unico modo per contrastare i “pescecani”, sia quello di costringerli a limitare le aperture, credo che in provincia non esista minimamente il senso del marketing.

Consiglierei ai commercianti stessi di fare un giro negli iper o nei centri commerciali, per rilevare quanti clienti acquistano tra il venerdi e il sabato. In quel caso, l’apertura domenicale è superflua, visti gli incassi di fine settimana. Terzo. Il sistema commerciale dei piccoli esercenti, da anni fa acqua da tutte le parti per un motivo fondamentale: loro, imprenditori privati, cercano soluzioni alla crisi con l’intervento pubblico.

Ma egregio direttore, perché questi commercianti non si rivolgono a consulenti del lavoro e ad associazioni di categoria per scoprire quanti milioni di euro (non spesi) sono destinati all’imprenditoria, alla ristrutturazione di esercizi commerciali e ad operazioni di lancio e marketing?  Veda, il discorso molto spesso, è quello del lavoro privato, che per giustificare la mancanza di iniziative, punta il dito verso le istituzioni.

Ma qualcuno ha mai provato a chiedere ad un commerciante, di investire 100 euro (a testa) per organizzare assieme ad altri, qualche iniziativa di animazione o pubblicitaria? Lo chieda.Ma soprattutto ascolti attentamente le risposte per capire.

Infine, gli esercenti della provincia di Ragusa, anzi che prendere a modello le realtà positive della stessa provincia, le demonizzano, tentando in tutti i modi di vanificarle con speciose questioni di aperture festive e domenicali, come se grazie a queste, si limitasse la fuga dei soldi e dei consumatori, nei comuni viciniori, dove invece sussistono tutte le condizioni per acquistare.  Giovanni Lo Russo.

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it