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POZZO TRESAURO OCCORRE ANZITUTTO TUTELARE I POSTI DI LAVORO
23 Set 2010 11:06
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“Condivido le finalità e sono vicino alla battaglia che oggi Cgil-Cisl e Uil assieme a Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, con Confindustria, Ascom, Confesercenti, Coldiretti e Cna, stanno attuando, chiedendo di sbloccare i lavori di Eni per il pozzo Tresauro e la revoca del piano paesistico”.
Così dichiara l’on. Orazio Ragusa. “Non posso non pensare alle famiglie dei lavoratori che, a causa di scelte scellerate, – aggiunge Orazio Ragusa – rischiano di trovarsi senza reddito, tenuto conto che si potranno perdere 200 posti di lavoro tra diretto e indotto, relativi solo al fermo della commessa Enimed” .
……
Fin qui l’on.le Ragusa che dimostra assieme a tanti altri particolare attenzione a questa vicenda e soprattutto al “destino” degli operai della ditta che trivella e dell’indotto. Tuttavia occorre fare delle scelte di fondo: non si può essere contro le trivellazioni e contemporaneamente a favore degli operai! Delle due una: o lasciamo liberi i trivellatori di fare le loro politiche energetiche o ci impegniamo a convertire i posti di lavoro passando dallo sfruttamento delle energie fossili (in via di esaurimento, peraltro) a quelle rinnovabili ma pulite.
Conosciamo qualche nostro amico che con grande coerenza per non inquinare suolo, sottosuolo, mare, aria e quant’altro si è fatto un prestito di parecchie migliaia di euro e si riscalda in inverno con l’energia solare; ed ha fatto lavorare quattro operai per diversi giorni. Se ognuno di noi facesse lo stesso non ci sarebbero operai licenziati né paure per le loro famiglie. Allora? (Franco Portelli)
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