Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
A SAMPIERI AL FIANCO DEI COMITATI “NO TRIV” IN PARLAMENTO VOTA PER LE TRIVELLE PETROLIFERE
14 Nov 2014 11:29
Il disegno di legge n. 1651, di conversione del decreto legge n. 133 del 12 settembre scorso, meglio noto come “Sblocca Italia”, approvato di recente in via definitiva dal Senato e gravato dall’ennesimo voto di fiducia imposto dal Governo, spinge pericolosamente l’Italia, ancora più di quanto fosse finora avvenuto, verso la distruzione e il dissesto del territorio, l’inquinamento ambientale, lo sfruttamento selvaggio e affaristico delle risorse naturali, la facilitazione dei meccanismi di corruzione del tipo di quelli venuti alla luce in seguito alle inchieste sul Mose di Venezia e sull’Expo di Milano.
Il provvedimento infatti, solo per fare un esempio, destina quattro miliardi per grandi opere, zero nuovi stanziamenti per la messa in sicurezza del territorio e solo cinquanta milioni per le sempre più frequenti e devastanti emergenze provocate da calamità naturali. Inoltre introduce procedure speciali nelle commesse più ricche, modifica il Codice dell’edilizia, introduce deroghe al Codice degli appalti, moltiplica le concessioni per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi. Tutto ciò vuol dire nuovo dissesto del territorio, nuovo inquinamento e un modello di sviluppo nefasto all’insegna di più asfalto, più cemento, più petrolio.
Lo “Sblocca Italia” è l’esatto opposto di ciò che serve al Paese e di ciò che milioni di cittadini e migliaia di comitati attivi nel territorio da anni chiedono a gran voce.
Come il “Comitato No Triv” – cui aderiscono, insieme a L’Altra Europa, centinaia di gruppi politici e sociali, associazioni, movimenti, personalità della cultura e le cui finalità sono visibilmente condivise dalla stragrande maggioranza dei cittadini del territorio interessato – che il 12 luglio scorso ha dato vita a Sampieri ad una grande manifestazione alla quale, tra gli altri, è intervenuta la senatrice Venerina Padua con dichiarazioni di sostegno alle ragioni e alle finalità del movimento.
Purtroppo spiace osservare che il cosiddetto decreto “Sblocca Italia”, appena pochi mesi dopo, al primo momento di verità e di verifica della corrispondenza tra le parole dette e le cose fatte, ha avuto il suo voto favorevole.
Questo palese tradimento dell’impegno assunto è talmente grave e incomprensibile da apparire, almeno fino a quando la senatrice Padua non riterrà di darne pubblica spiegazione, qualcosa di più della violazione del dovere elementare della coerenza, rischiando di assumere i connotati di un vero e proprio atto di slealtà verso il territorio e di cinico opportunismo.
La senatrice Padua è libera di votare come vuole in Parlamento, ma eviti di prendere così palesemente in giro le migliaia di cittadini che credono nelle ragioni portate avanti dal vasto movimento No Triv e che meritano rispetto.
Il Comitato provinciale di Ragusa de L’Altra Eurpa prende atto che la senatrice Padua, tra l’interesse del territorio che dovrebbe rappresentare e la fedeltà personale al capo del suo partito, ha scelto quest’ultima opzione, ma sappia che ogni atto di furbizia, di doppiogioco, di incoerenza, o di inganno politico, prima o poi deve misurarsi con la realtà e con la coscienza vigile di una comunità che chiede rispetto. Non sappiamo se il 12 luglio scorso la senatrice Padua fosse sinceramente convinta delle buone ragioni del comitato No Triv ed avesse poi cambiato idea o se già allora non si sentisse disposta alla coerenza di un voto parlamentare e però avesse ugualmente recitato una parte. Ciò non ci è dato sapere perché non risulta che la senatrice abbia motivato il suo voto in relazione alle tante norme dello “Sblocca Italia” che rappresentano un’aggressione grave e inquietante alla comunità iblea e al suo futuro.
Lo stesso voto favorevole al decreto è stato espresso, alla Camera, da un altro parlamentare residente (difficile ormai per i membri del Parlamento usare l’espressione “eletti”) nel territorio, Minardo del Ncd, ma, nel ribadire ovviamente la condanna di tale scelta, non si può accusare l’interessato di incoerenza in quanto tale sua posizione è notoria e – considerati gli interessi economici in gioco e la biografia familiare – …. perfino naturale: infatti sulla spiaggia di Sampieri, fra le bandiere dei No Triv, il 12 luglio scorso non c’era!
L’Altra Europa esprime invece il giusto apprezzamento a tutti i gruppi politici d’opposizione, in particolare Sel e M5S, che si sono battuti per contrastare le parti peggiori della normativa e la cui battaglia parlamentare mirata a correggerla ed a migliorarla è stata arrestata dall’ennesimo, prepotente, voto di fiducia imposto dal governo che azzera ogni proposta di emendamento.
Questa prassi, ad opera di un governo a guida Pd (in teoria dovrebbe dirsi a guida “democratica”), sta vanificando – perfino più dei governi tecnici o a guida di centrodestra del recente passato – basilari prerogative parlamentari di rappresentanza e di democrazia.
Il sì al voto di fiducia come quello espresso dalla senatrice Padua è un concreto cedimento ed un effettivo sostegno a questa prassi di deriva e di eversione costituzionale rispetto a punti fondamentali dello Stato di diritto basato sulla divisione dei poteri, con effetti diretti e conseguenti sull’adozione sbrigativa e sull’imposizione indiscutibile di provvedimenti devastanti per la qualità della vita delle nostre comunità e per la sorte del territorio.
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