Papa Francesco ha ricevuto e accolto l’invito del neo eletto presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, e che sarà in Turchia in visita ufficiale a fine novembre. Un periodo che certo non è stato scelto a caso. Il 30 del mese, infatti, ricorre la festa di sant’Andrea, uno degli appuntamenti più importanti per la Chiesa ortodossa, che è al tempo stesso un evento importante sotto il profilo ecumenico. Tradizionalmente infatti una delegazione della Santa Sede si reca a Istanbul così come una rappresentanza ortodossa festeggia a Roma il 29 giugno la festa dei santi Pietro e Paolo partecipando alla celebrazione presieduta dal Papa. La scelta della data dunque fa pensare che Erdogan abbia voluto dare seguito all’invito avanzato qualche mese fa dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I.
La visita inizierà sicuramente nella capitale Ankara, forse il 28 novembre, dove incontrerà le massime autorità politiche turche, per poi spostarsi a Istanbul. Si tratta del quarto Pontefice che si reca in Turchia. Papa Francesco visiterà il Paese della Mezzaluna.
Il viaggio era culminato all’interno della Moschea Blu di Istanbul in un momento condiviso con il Gran Muftì di Turchia, massima autorità religiosa locale..
Adesso è venuto il momento di papa Francesco. Sulla carta, il suo viaggio pastorale è caratterizzato da una vigilia di serena attesa e curiosità. Il popolo turco ha seguito con grande interesse la sua elezione al soglio pontificio e i suoi primi passi come guida della Chiesa cattolica. Il messaggio universale di papa Francesco, la sua naturale umanità, la sua predisposizione a comunicare con la gente hanno impressionato positivamente l’opinione pubblica e la stampa turca fin dal primo momento.
la missione del Pontefice non è priva di punti nevralgici, soprattutto per la delicata congiuntura internazionale in cui si inserisce. Uno degli obiettivi di papa Bergoglio sarà sicuramente confermare e dare nuova linfa vitale al rapporto con le Chiese d’Oriente,
papa Francesco conosce molto bene il momento nevralgico attraversato dal Medio Oriente, l’Iraq soprattutto, dove il cosiddetto Is, lo Stato islamico sta perseguitando cristiani e musulmani. La Turchia, Paese laico nelle sue istituzioni, a maggioranza musulmano è da sempre considerato un ponte fra Oriente e Occidente, un interlocutore prezioso, che però proprio sulla situazione mediorientale sta inviando messaggi contrastanti. Senza dimenticare naturalmente la condizione dei cattolici nel Paese. Le aperture nei confronti delle minoranze religiose operate dai governi islamico-moderati di Recep Tayyip Erdogan hanno prodotto un clima di grande collaborazione con le autorità, anche se rimangono alcuni nodi irrisolti come il riconoscimento giuridico dei cattolici in Turchia. il legame profondo fra questo Paese, a maggioranza musulmana, candidato all’ingresso in Unione Europea e culla della cristianità, con il resto della comunità dei credenti.
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E noi di Ragusa Oggi ci saremo vista “l’amicizia” con il Santo Padre e la Turchia. Ci saremo anzitutto con i nostri inviati ad Istanbul dopo quattro anni di lavoro nella metropoli turca.
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