LA CISL ‘STRIGLIA’ IL SINDACO DI ACATE

In una nota la Cisl Funzione Pubblica di Ragusa esprime durissime critiche nei confronti del Sindaco di Acate Raffo, reo secondo il sindacato di esternazioni gratuite di ogni tipo e proposizione di atti illegittimi nei confronti dei dipendenti comunali. La Cisl critica il primo cittadino accusandolo di non aver ben chiara la normativa che da anni vige negli enti locali in materia di separazione netta delle competenze tra organo politico e amministrativo.

“Il Sindaco Raffo – si legge nel comunicato – continua nella sua solitaria azione contro i dipendenti comunali, sparando nel mucchio, cercando di dare l’illusione ai cittadini e all’opinione pubblica provinciale che ad Acate impera e governa il lassismo, arrivando persino a definire il Comune “una masseria”. E’ una linea d’azione, forse messa in atto per celare difficoltà politiche nella gestione del Comune, che noi respingiamo con forza. Non è possibile tollerare questo modo d’agire, il pensare che la classe impiegatizia sia una scolaresca indisciplinata e incapace. Non è tollerabile – continua il sindacato – questo generalizzare, scaricando, ove ce ne siano,  le responsabilità singole su tutta la categoria. La CISL-FP ha sempre improntato la sua azione sul confronto e sulla ricerca di soluzioni possibili, in grado di soddisfare sia i dipendenti, sia e soprattutto i bisogni della città.”

La Cisl fa sapere che ha richiesto assieme alle altre sigle sindacali l’apertura di un tavolo tecnico dove analizzare i tanti problemi e ascoltare anche gli intendimenti di chi governa la città.

“Invece di rimettere – afferma –  al tavolo tecnico le questioni aperte, il Sindaco Raffo continua a rilasciare alla stampa dichiarazioni contro i dipendenti comunali. Questo non è certo il modo di aprirsi al confronto, anzi pregiudica ogni attività in tal senso. Il Sindaco non è stato eletto dal popolo per intraprendere una cieca e forsennata crociata contro i dipendenti, ma per governare la città. Lo invitiamo – conclude – caldamente a cambiare strada, a smetterla di adottare atti illegittimi, a non muovere e smuovere il personale a caso, senza alcun piano ben definito e con grave pregiudizio per la funzionalità degli uffici.”

 

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