SICILIA: SUL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI IL CODACONS SI RIVOLGE ALL’UNIONE EUROPEA

Il Codacons ha inviato oggi un esposto Al Comitato Europeo per la Prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti di Strasburgo, denunciando la gravissima situazione in cui versano le carceri della regione e i detenuti. Lo rende noto Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons

“ Le condizioni delle strutture penitenziarie dell’Isola e di detenzione dei soggetti privati della libertà personale, le quali appaiono contrarie all’art. 3 della Convezione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e alla Convenzione Europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani – scrive il Codacons nell’esposto – I dati, purtroppo, illustrano chiaramente la condizione delle persone carcerate e indicano che per il loro recupero è necessaria una situazione di vita differente, un rispetto della dignità umana. In alcune strutture i carcerati sono quasi del tutto privi di assistenza sanitaria, anche se urgente. Difficile è ottenere visite specialistiche e farmaci specifici. I bagni sono alla turca e spesso senza porte; l’acqua per lavarsi è sempre gelida e non viene fornito nemmeno il sapone per l’igiene personale. L’organico degli agenti di polizia penitenziaria risulta inadeguato e sono carenti figure come psicologi, educatori e mediatori. Il sovraffollamento delle celle comporta inevitabili conseguenze sotto il profilo igienico-sanitario ove si consideri che i servizi igienici devono essere condivisi da un numero eccessivo di persone e che la permanenza in un locale chiuso (e di fatto poco aerato) di molteplici persone non è compatibile con le più elementari regole igienico-sanitarie”.

Per il Codacons la situazione delle 28 carceri siciliani – dove i detenuti sono 7.155 a fronte di una capienza massima di 5.497 detenuti – configurano una violazione delle norme vigenti, nello specifico vengono violati: 

1) il principio del trattamento dignitoso dei detenuti desumibile dall’articolo 27 della Costituzione e, in via indiretta, dalle norme contenute nella legge 354/1975 e D.P.R. 230/2000;

2) il divieto di trattamento degradante così come individuato dall’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani e precisato dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;

3) le norme contenute nella Raccomandazione adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 12 febbraio 1987 numero 3 sulle c.d. “regole penitenziarie europee”;

4) le norme contenute nel D.P.R. 230/2000 e nella Legge 354/1975

Alla luce di tale stato di cose, Tanasi ha chiesto al Consiglio Europeo di Strasburgo, attraverso il Comitato Europeo per la Prevenzione della tortura, un intervento urgente volto a tutelare la dignità, la salute e l’incolumità dei detenuti reclusi nella carceri siciliani, ed interventi urgenti volti a sanare lo stato comatoso delle strutture detentive della regione.

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