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HO SCESO, DANDOTI IL BRACCIO…
25 Ago 2013 18:17
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue
Con questi meravigliosi versi, Eugenio Montale salutava la sua “mosca” (nomignolo affettivo della sua compagna di vita) nel 1966. Parole cariche di malinconica nostalgia per una vita trascorsa insieme con amore, dedizione, aiuto reciproco. Parole che risuonano di un amore che va oltre qualsiasi scalinata spazio-temporale, ma che è comunque in grado di lasciare un vuoto incolmabile nel cuore di chi resta. Qui Montale si mostra commovente, intenso, si spoglia palesando il suo dolore per la perdita della sua compagna, utilizzando la metafora (reale) delle scale come cammino di vita ora gioioso, ora impervio.
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Federica Baglieri
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