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LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELL’ASCOM DI POZZALLO AL SINDACO
20 Ago 2013 09:44
Il presidente della sezione Ascom di Pozzallo, Gianluca Manenti, ha inviato una lettera aperta al sindaco Luigi Ammatuna, avente ad oggetto la grave crisi economica che interessa da vicino tutti gli operatori economici cittadini, i commercianti in particolare. Questo il testo della nota.
“Egr. Sig. Sindaco,
Confcommercio Pozzallo , che associa diverse tipologie di imprese, anche turistiche, ha deciso di scriverLe per dare voce a tutti coloro che (ogni giorno) cercano di mandare avanti l’economia della città e che, ormai, sono stanchi di assistere in maniera impotente, giorno dopo giorno, alla decadenza in cui stiamo precipitando. In un momento di profonda crisi, come quello che tutti stiamo vivendo, i comunicati di autoincensamento di Palazzo La Pira che vengono riportati dai quotidiani, danno il colpo di grazia all’economia pozzallese, ripercuotendosi su tutti coloro che aspettavano la stagione estiva per risollevarsi un po’. Quello che fa rabbia è che oggi ci ritroviamo a vivere in una città stanca e mortificata dalla mancanza di decoro e dalla mancanza di quei canoni che dovrebbero farne un luogo di attrazione turistica per tutto quello che la natura dal punto di vista paesaggistico ci ha consegnato. Al contrario, questa situazione ci proietta in una dimensione da selvaggio west. Tutto ciò ci fa vivere male e ci mortifica in ogni istante. Ancora di più quando sentiamo i commenti sulla nostra Pozzallo da parte dei pochi turisti che arrivano. Noi operatori ci chiediamo se Lei, come primo cittadino, proverebbe la stessa mortificazione che noi proviamo avvertendo quel senso di impotenza quando abbiamo a che fare con le continue lamentele. Il metro dell’incidenza delle presenze turistiche e di cosa rimane sul territorio ce l’hanno i titolari delle imprese commerciali ed i pubblici esercizi (bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari). Possiamo assicurarLe che il risultato è disastroso. Vogliamo valorizzare al meglio Pozzallo per promuovere non più un turismo “sporca e fuggì”, ma un turismo stanziale di massa: chi viene da noi deve poter restare, ammirare, godere, conoscere, apprezzare e consumare per portare ricchezza e lavoro per i giovani”.
“Pozzallo deve vivere di turismo. Perciò occorre promuovere una politica più incisiva per l’intrattenimento dei visitatori. In definitiva una politica della nuova immagine della città per il suo rilancio turistico con la predisposizione di intese con gli albergatori, i ristoratori e i B&b per offrire pacchetti vacanza a prezzi contenuti di 8-15 e 21 giorni per chi viene a trovarci. Dobbiamo poter contare su un turismo di massa che viene, che resta, che consuma e porta ricchezza. Dobbiamo sapere sradicare il turismo “sporca e fuggi”. Se lo vogliamo si può fare. Il turismo deve essere la carta vincente per il futuro della città, il turismo deve creare sviluppo e nuova occupazione per i giovani pozzallesi. Parole senz’altro condivisibili, ma fino a questo momento disattese. “Forse non lo si vuole fare?”. Spessissimo sentiamo parlare di Pozzallo come città a vocazione turistica, espressione che fa anche un certo effetto per chi la ascolta ma che non ha nessun significato se non viene supportata da fatti concreti. Intristisce assistere a quest’adombramento della città di Pozzallo che tanti visitatori del mondo ammirano e ci invidiano e che da sempre è stata decantata da tutti i politici nei comizi elettorali e per ultimo da Lei come il nostro fiore all’occhiello. Peccato, però, che di fiori non c’è nessuna traccia, e se lo lasci dire da chi, come noi, vive la realtà di Pozzallo ogni giorno e quindi si rende conto delle carenze dei servizi. Per ultimo, vogliamo porre l’accento sul modo di promuovere Pozzallo”.
“Egregio sindaco, non possiamo sperare e vivere di annunci estemporanei per rilanciare il territorio. Questa città necessita di piccoli e indispensabili atti quotidiani: cura, cura, cura e ancora cura dell’arredo urbano, di servizi efficienti e una vera valorizzazione. Fa veramente male al cuore guardare e non poter agire. Il corso Vittorio Veneto sta diventando quasi una strada di periferia. Non sappiamo se Lei, sindaco, ha provato a contare ad una ad una tutte le saracinesche chiuse ed i cartelli vendesi e affittasi per rendersi conto che l’economia di questa città è stremata. Sig. sindaco, occorrono fatti e gesti: non parole. Altrimenti dovrà tirarne le ovvie conseguenze”.
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