Ragusa, la partita si gioca dentro e i tifosi la guardano dalla recinzione

Ragusa, la partita si gioca dentro e i tifosi la guardano dalla recinzione

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La partita dentro il campo, i tifosi fuori dai cancelli. È l’immagine che arriva oggi dal campo Ottaviano di via Colajanni, dove la partita Marina di Ragusa-Pedalino si è disputata senza pubblico sugli spalti perché l’impianto non dispone dell’agibilità necessaria per accogliere gli spettatori.

Così chi voleva seguire la gara si è sistemato all’esterno, cercando di vedere il campo da oltre la recinzione.

Una scena che rende molto concreta una vicenda esplosa nei giorni scorsi e che ha già acceso la polemica politica sulle condizioni degli impianti sportivi comunali.

Il Marina di Ragusa, peraltro, oggi giocava a Ragusa perché non può utilizzare il proprio impianto nella frazione marinara, interessato a sua volta da una situazione che non consente alla società di disputare lì le proprie gare.

Il risultato è un paradosso: una squadra costretta a lasciare il proprio campo trova ospitalità in un secondo impianto dove, però, il pubblico non può entrare.

«Queste sono le condizioni in cui oggi i tifosi sono costretti ad assistere alla partita Marina di Ragusa-Pedalino, al campo Ottaviano di via Colajanni, dichiarato inagibile per l’accesso del pubblico – commenta il consigliere comunale Federico Bennardo –. Una partita che, peraltro, non può disputarsi a Marina di Ragusa perché anche l’impianto sportivo di Marina è inagibile. Due impianti, due situazioni di inagibilità e società sportive e tifosi costretti a subirne le conseguenze».

La questione dell’Ottaviano è diventata ufficiale il 5 novembre, quando gli uffici comunali hanno comunicato alle società utilizzatrici che le gare ufficiali avrebbero dovuto disputarsi rigorosamente a porte chiuse per la mancanza dell’agibilità per il pubblico.

Una decisione assunta per ragioni di sicurezza, ma che ha immediatamente fatto emergere il problema più generale delle condizioni e della piena fruibilità degli impianti sportivi cittadini.

Nei giorni scorsi erano intervenuti anche la consigliera Rossana Caruso e il capogruppo del Pd Peppe Calabrese, chiedendo all’amministrazione tempi e interventi certi per riportare l’Ottaviano nelle condizioni di accogliere il pubblico. Il tema è diventato ancora più sensibile perché Ragusa si prepara al 2027, quando sarà Città Europea dello Sport.

Bennardo aveva sollevato la questione degli impianti già da settimane, presentando un’interrogazione consiliare e interessando anche la Prefettura sulle criticità riscontrate in alcune strutture comunali.

«Spero davvero che questo possa servire a far presto per Ragusa Città Europea dello Sport, nonostante siano mesi che ne parliamo – aggiunge oggi Bennardo –. Non giova a nessuno assistere a questo spettacolo di inadeguatezza».

Sul fronte degli interventi, il Comune ha già programmato investimenti sugli impianti sportivi. Per l’Ottaviano sono previsti lavori insieme al campo Biazzo per la sistemazione degli spogliatoi e degli impianti di illuminazione, nell’ambito di un progetto finanziato con risorse regionali e comunali.

Per l’impianto di Marina di Ragusa è invece già stato finanziato e aggiudicato il progetto per la realizzazione del nuovo manto in erba sintetica, per un investimento complessivo di circa 582 mila euro.

Interventi che guardano al futuro, ma il problema di oggi resta davanti agli occhi: società costrette a spostarsi e tifosi che, per assistere a una partita, devono sistemarsi fuori dal campo.

Ed è proprio questa fotografia, a poche settimane dall’inizio dell’anno di Ragusa Città Europea dello Sport, a rendere la questione molto più difficile da liquidare come una semplice pratica amministrativa da completare.

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