Soldi in mare a Casuzze, torna a Malta il 13enne che era sul motoscafo

Soldi in mare a Casuzze, torna a Malta il 13enne che era sul motoscafo

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Il tredicenne maltese che la scorsa estate si trovava sul motoscafo da cui, al largo di Casuzze, furono gettati in mare circa 700 mila euro in contanti sta tornando a casa. Dallo scorso luglio era affidato ai servizi sociali di Catania su disposizione di un tribunale italiano.

Ad annunciarlo, nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre, è stato il ministro degli Esteri di Malta, Chris Fearne, che ha parlato di un rientro arrivato dopo «settimane di intensi interventi diplomatici». Il ministro ha ringraziato il servizio diplomatico maltese, il ministero delle Politiche sociali, l’Avvocatura dello Stato e i tribunali dell’isola. Nel suo annuncio Fearne non ha fatto riferimento alla vicenda del denaro: a collegare il ragazzo al motoscafo sono state fonti del governo maltese interpellate dal Times of Malta, come riporta anche il portale maltese Newsbook.

Il 29 luglio a Casuzze

Tutto era cominciato il 29 luglio, quando un motoscafo immatricolato a Malta, con a bordo il ragazzo e tre uomini, era rimasto senza carburante davanti alla costa di Casuzze, frazione balneare di Santa Croce Camerina. All’arrivo della Guardia costiera dalla barca erano stati lanciati in acqua pacchi di banconote avvolti nella plastica, che il mare aveva poi portato fino alla spiaggia, dove alcuni bagnanti li avevano raccolti. Quel pomeriggio le forze dell’ordine avevano setacciato la battigia e fermato le persone a bordo.

I tre adulti, denunciati a piede libero, erano rientrati a Malta poco dopo. Il tredicenne, invece, era rimasto in Sicilia, sotto la tutela dei servizi sociali.

Nessuna accusa per il ragazzo

Non risulta alcun elemento che colleghi il minore al lancio del denaro, né il ragazzo è destinatario di contestazioni penali. Non sono mai state rese note le motivazioni del provvedimento con cui il tribunale lo aveva affidato ai servizi sociali di Catania, né le eventuali condizioni fissate per il rientro a Malta.

Restano aperte, intanto, le domande sull’origine e sulla destinazione di quei soldi, su cui indaga la Procura di Ragusa. Una vicenda che in estate era finita anche sui giornali stranieri e aveva acceso i social.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it