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Pozzallo vieta palloncini, lanterne volanti e coriandoli: multe fino a 500 euro
05 Nov 2026 09:11
Il grappolo di palloncini lasciato salire in cielo alla fine di una cerimonia, le lanterne cinesi accese nelle sere d’estate, la pioggia di coriandoli luccicanti su una piazza in festa. A Pozzallo, da ora in poi, sono gesti che costano una multa. Lo il sindaco Roberto Ammatuna, per su tutto il territorio comunale: strade, piazze e aree aperte al pubblico, ma anche le spiagge e il demanio marittimo.
Palloncini, lanterne e coriandoli: cosa vieta l’ordinanza di Pozzallo
I divieti sono tre. Il primo riguarda il rilascio volontario in aria di palloncini di qualsiasi materiale, anche quelli presentati come biodegradabili, gonfiati con elio o con altri gas più leggeri dell’aria, insieme ai nastri e ai cordini che li tengono. Il secondo colpisce le lanterne volanti, le cosiddette lanterne cinesi, e ogni altro dispositivo che si alza in volo grazie a una fiamma libera. Il terzo, infine, vieta di usare e disperdere coriandoli, glitter, brillantini, stelle filanti e piccoli decori di plastica, metallizzati o comunque non compostabili. Le regole valgono per feste, cerimonie civili e religiose, manifestazioni sportive, spettacoli, iniziative commerciali e promozionali. Contano anche le celebrazioni private, quando si svolgono in un luogo pubblico o aperto al pubblico.
Cosa resta permesso
Non tutto, però, è proibito. I palloncini gonfiati ad aria, o comunque trattenuti, restano ammessi, purché nessuno li lasci volare via o li disperda. Sono esclusi dal divieto anche i palloni e le sonde meteorologiche o scientifiche lanciati da enti autorizzati. Via libera, inoltre, ai coriandoli e alle decorazioni di carta o di materiali certificati compostabili, a una condizione: chi organizza l’evento deve raccoglierli quando la festa è finita.
Perché il Comune ha deciso
Alla base c’è la scelta di tutelare un litorale che vanta la Bandiera Blu, insieme al protocollo d’intesa firmato il 26 ottobre con l’associazione Plastic Free, approvato pochi giorni prima dalla giunta. Secondo l’ordinanza, palloncini e lanterne non spariscono nel cielo: ricadono in mare e sulla sabbia sotto forma di frammenti di plastica e gomma, nastri, valvole e fili metallici, cioè rifiuti abbandonati a tutti gli effetti.
Il pericolo maggiore lo corre la fauna. Uccelli marini e cetacei possono ingerire quei resti o restarvi impigliati, e lo stesso vale per la tartaruga Caretta caretta, presenza fissa lungo la costa pozzallese, dove le scuole insegnano ai bambini a proteggerla. Le lanterne volanti, in più, possono appiccare incendi alla vegetazione e ai tetti e disturbare la navigazione aerea e marittima. Quanto a glitter e coriandoli di plastica, producono microplastiche che la normale pulizia delle strade non riesce a raccogliere e che, attraverso le caditoie, finiscono in mare.
Multe da 25 a 500 euro, e chi sporca pulisce
Chi viola i divieti rischia una sanzione da 25 a 500 euro, salvo che il fatto costituisca un reato o un illecito più grave. Non basta pagare: il trasgressore deve anche rimuovere ciò che ha disperso e rimettere a posto i luoghi. Se non lo fa, interviene il Comune, a spese sue. Un compito preciso tocca poi agli organizzatori. Chi allestisce eventi su suolo pubblico, chi ha una concessione e chi ottiene il patrocinio comunale dovrà far rispettare le regole e informarne i partecipanti. Gli uffici, intanto, porteranno l’ordinanza nei negozi che vendono palloncini e articoli per feste e prepareranno la modifica del Regolamento di igiene urbana, così che il divieto diventi stabile.
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