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Hacker nei supermercati siciliani, 20 negozi colpiti: il primo allarme da Radenza
03 Nov 2026 12:05
Sono almeno venti, in Sicilia, i supermercati colpiti dall’attacco informatico ai sistemi di refrigerazione: punti vendita tra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani, con banchi frigo e congelatori manomessi a distanza, lo sbrinamento avviato da remoto e i surgelati finiti nei rifiuti. Un’offensiva che non riguarda più soltanto l’isola: stamattina il caso è arrivato a Palazzo Chigi, in una riunione con l’Intelligence.
L’allarme partito da Radenza
A far emergere per primo l’anomalia in Sicilia è stato il Gruppo Radenza, che nell’isola gestisce i supermercati Coop. L’intrusione è avvenuta intorno alle 4 del mattino di lunedì 2 novembre: il gruppo ha individuato e isolato i dispositivi compromessi, ha denunciato l’accaduto e reso pubblico l’attacco, mentre sul caso si è mossa la Polizia Postale. Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha confermato che nella rete del gruppo sono stati colpiti almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo.
Giuseppe Spadaro ha raccontato i danni: nei banchi è stato avviato lo sbrinamento, con la temperatura salita rispetto ai -20 gradi programmati per i surgelati, e l’intero contenuto è stato buttato. Una perdita stimata in diverse migliaia di euro, con i fornitori chiamati a ripristinare le scorte. E l’annuncio di nuovi investimenti nella sicurezza informatica: «ora stanzieremo ancora più risorse di prima»
Lo schema è lo stesso visto in Francia a metà ottobre, quando centinaia di supermercati si ritrovarono con i frigoriferi in sbrinamento, e già il 13 ottobre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale aveva invitato distributori e manutentori a togliere gli impianti dall’esposizione diretta a Internet. Come avevamo raccontato già lunedì mattina, il punto debole non sono i computer o le casse, ma le centraline della refrigerazione collegate alla rete.
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