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Tornare a Ragusa per Natale: padre e figlio spendono quasi 800 euro
03 Nov 2026 06:04
Una settimana di Natale in famiglia, in provincia di Ragusa, per un padre separato e il suo bambino. Il conto, prima ancora di sedersi a tavola, è già arrivato: quasi 800 euro tra biglietti aerei e auto a noleggio. È il caso raccontato all’agenzia Dire da Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia, che lo porta come esempio di un caro voli ormai fuori controllo.
L’uomo, iscritto all’associazione, vive in Lombardia ma ha la famiglia nel Ragusano. Sul volo Aeroitalia da Milano a Comiso i posti erano finiti da tempo. Ha dovuto ripiegare su Ryanair: partenza da Malpensa il 22 dicembre con destinazione Catania, ritorno il 30 dicembre da Catania a Bergamo Orio al Serio. Due biglietti di andata e due di ritorno, perché sopra i due anni anche i bambini occupano un posto e pagano la tariffa intera. Totale, con una valigia in stiva: 528 euro e 18 centesimi.
A quella cifra si sono aggiunti 190 euro per noleggiare per una settimana un’auto con il seggiolino a norma per il bambino: dall’aeroporto di Catania, del resto, bisogna poi raggiungere la provincia. “E parliamo di due persone, nemmeno una famiglia completa”, osserva La Rosa.
Lo “sconto” che costa più dello sconto
C’è poi un dettaglio che, per Federconsumatori, dice molto sulle piattaforme di prenotazione online. I biglietti erano “scontati” perché l’associato aveva aderito alla promozione del sito, che però imponeva l’abbonamento alla versione “Prime” da 99,99 euro l’anno, disdicibile entro 15 giorni. Quando ha chiamato il servizio clienti per disdirlo, l’operatore gli ha riproposto lo stesso abbonamento “in offerta” a 19,99 euro per il primo anno. Un comportamento commerciale che La Rosa definisce molto discutibile: per avere lo sconto si compra un abbonamento che costa più dello sconto stesso.
Il presidente di Federconsumatori Sicilia parla di speculazioni su più fronti: quella delle compagnie aeree, che conoscono bene i periodi di picco e alzano i prezzi con largo anticipo, e quella delle grandi piattaforme online, che hanno preso il posto delle agenzie di viaggio “con molta meno etica e rispetto del cliente”. E il tempo per correre ai ripari, avverte, è già scaduto: al 2 novembre i prezzi sono alle stelle e sulla maggior parte delle tratte per la Sicilia i biglietti risultano esauriti.
L’associazione torna così a chiedere una cabina di regia che intervenga nei periodi di maggiore richiesta, tutti prevedibili, imponendo alle compagnie di spostare i voli dalle tratte meno richieste a quelle più calde. Perché, conclude La Rosa, in Sicilia non esiste un vero mercato libero dei trasporti: treno, autobus, auto o nave significano comunque un viaggio da uno a due giorni.
Una storia che conferma quanto emerso nei giorni scorsi: tornare a Natale costa caro, con i voli per Catania da 340 euro e il collegamento Linate-Comiso esaurito sotto le feste. E non è la prima volta: lo scorso anno raccontavamo il viaggio infinito da Torino a Comiso e chi, per rientrare in provincia, arrivava a passare da Malta e poi in catamarano.
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