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Romeo e Giulietta scelgono la vita: Zappalà porta la sua danza al Donnafugata di Ibla
02 Nov 2026 18:41
Nella tragedia di Shakespeare l’amore dei due ragazzi di Verona trova il suo compimento nella morte. Roberto Zappalà rovescia la prospettiva: alla forza distruttiva di un tempo in cui la pulsione di morte sembra alimentarsi da sola, il coreografo oppone la passione, il rispetto e la capacità di riconoscere il valore della vita. È questo il cuore di “Romeo e Giulietta 1.1 – La sfocatura dei corpi”, la creazione di danza contemporanea che la Compagnia Zappalà Danza porterà venerdì 6 novembre, alle 20.30, sul palco del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla.
Lo spettacolo è il nuovo appuntamento di Ragusa Dietro il Sipario – Le parole fragili del nostro tempo, il festival che quest’anno ha scelto come tema la Libertà. Lo promuove l’associazione Donnafugata 2000, lo dirigono Vicky e Costanza Di Quattro ed è riconosciuto dal Ministero della Cultura.
Nella rilettura di Zappalà la messa a fuoco si sposta: più che sulla coppia, lo sguardo si posa sull’individualità dei due protagonisti, interpretati da Fernando Roldan Ferrer e Valeria Zampardi, che vivono ciascuno a modo proprio un disagio soprattutto sociale. Essere se stessi e trovare la giusta distanza nelle relazioni senza perdere la propria identità: è la ricerca che guida i due amanti.
Da qui la “sfocatura” del titolo, presa in prestito dal linguaggio della fotografia e del cinema. Un’immagine perde nitidezza quando la distanza tra obiettivo e soggetto è troppo corta o troppo lunga; allo stesso modo ci si sente fuori fuoco quando il rapporto con chi ci circonda, o con chi si ama, non trova un equilibrio. In quella distanza, percepita e vissuta, la coreografia legge una delle tensioni più profonde del presente.
Il risultato è un atto d’amore verso la vita che attraversa un universo di contrasti, anche musicali: la colonna sonora va dai Pink Floyd a Elvis Presley e Luigi Tenco, da José Altafini e Mirageman fino a John Cage e Sergei Prokofiev. Coreografia, regia, luci e costumi sono di Roberto Zappalà, i testi di Nello Calabrò, i movimenti di danze da sala di Simone Viola.
Per le direttrici artistiche, la danza offre uno sguardo diverso su una parola che attraversa tutto il festival: la libertà come diritto di essere se stessi, ma anche come possibilità di trovare la giusta distanza dagli altri senza smarrirsi. Uno spettacolo, spiegano Vicky e Costanza Di Quattro, che parla al pubblico di oggi “con un linguaggio che supera le parole e arriva direttamente alle emozioni”.
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