Doppio senso a San Giuliano Pulito, la lettera di una residente: prima la sicurezza

Doppio senso a San Giuliano Pulito, la lettera di una residente: prima la sicurezza

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Sulla vicenda dei cento metri a doppio senso in via San Giuliano Pulito, a Modica, interviene una residente, che ha chiesto di restare anonima. Pubblichiamo la sua lettera.

«Mi permetto di intervenire anch’io sulla questione della cosiddetta “Via San Giuliano Pulito”, meglio conosciuta come la strada dei cento metri a doppio senso. Sono residente in questa via da oltre dieci anni e, in questi giorni, ho l’impressione di assistere a una discussione interminabile, nella quale si è perso il controllo delle parole e, soprattutto, si è smarrito il vero tema della vicenda: la sicurezza delle persone.

È indubbio che, per molti, sarebbe più comodo avere questa traversa percorribile in entrambi i sensi di marcia. Chi conosce la zona sa bene che rappresenta un collegamento rapido tra diverse aree della città. Da un lato si raggiunge il Ponte San Giuliano, dall’altro ci si immette su via Rocciola Scrofani, con accesso a via Risorgimento e a Trapani Rocciola. La presenza del semaforo nelle curve di via San Giuliano rende oggi questo percorso ancora più appetibile.

La comodità, però, non può essere l’unico criterio di valutazione. Questa strada è a senso unico da molti anni perché estremamente stretta e consente il passaggio di una sola autovettura alla volta. In passato si sono già verificati incidenti e le criticità sono note a chi vi transita quotidianamente.

Il problema è che il cambiamento è arrivato senza che i residenti fossero adeguatamente informati. Una mattina si esce di casa e ci si trova improvvisamente davanti veicoli provenienti dal senso opposto, con conducenti convinti di avere la precedenza e che, talvolta, pretendono che siano gli altri a fare retromarcia. Ma dove dovrebbe spostarsi chi si trova già vicino all’uscita? Il primo spazio utile si trova molto più indietro e, peraltro, all’interno dell’area di un’abitazione privata.

A complicare ulteriormente la situazione c’è il fatto che l’accesso alla traversa si trova in un tratto stretto e in curva. In quel punto si sono già verificati incidenti, anche gravi, e in alcune ore della giornata la visibilità è resa ancora più difficile dalla presenza del sole. Chi vive qui sa bene che questa traversa viene spesso percorsa a velocità sostenuta. Non a caso, nel tempo, è stato installato anche un dosso rallentatore.

Vorrei sottolineare un altro aspetto: ai residenti non interessa il dibattito politico. Fino a pochi giorni fa ignoravo persino che nella zona abitasse un assessore e, sinceramente, non so ancora quale sia la sua abitazione. Non è questo il punto. Non mi interessa creare fazioni, dividere i “cento metri” dal resto della via o assistere a uno scaricabarile sulle responsabilità. Interessa soltanto poter vivere in tranquillità e in sicurezza.

Nessuno dei residenti, per quanto mi risulta, ha sollevato la questione facendo nomi o attaccando persone. Che si tratti di un assessore o di un semplice cittadino, poco cambia: tutti hanno gli stessi diritti. Se è stata presentata una richiesta, è legittimo. Se è stata autorizzata, ne prendiamo atto. Ma i cittadini hanno il diritto di sapere come si sia arrivati a questa decisione e, soprattutto, di essere informati con chiarezza e tempestività.

Ancora oggi molte persone non hanno compreso cosa sia cambiato o, addirittura, non sono a conoscenza della modifica. Non si può scoprire una variazione che riguarda la sicurezza stradale soltanto perché un automobilista proveniente dalla direzione opposta ti avvisa che, per cento metri, può transitare contromano. Comunicazioni di questo tipo devono essere preventive, chiare e accessibili a tutti. Dopo qualche giorno compare uno stop disegnato solo su metà carreggiata, poi la scritta “100 metri” e, inevitabilmente, ci si chiede perché sia stato fatto e sulla base di quali valutazioni.

Ripeto: sarebbe certamente più comodo per tutti poter percorrere la traversa in entrambi i sensi. Qualcuno la utilizza a doppio senso contro ogni regola, ma il fatto che una cosa sia comoda o che qualcuno la faccia non significa che sia sicura o corretta. E se dovesse accadere un incidente, di chi sarebbe la responsabilità?

Né io né gli altri residenti intendiamo prestare il fianco a chi vuole trasformare questa vicenda in una campagna elettorale. Chiediamo soltanto di poter entrare e uscire di casa senza che gli ultimi cento metri del nostro percorso diventino ogni giorno un’incognita. Se si rientra a casa senza discussioni e senza rischi, ci si sente fortunati. Se non si verificano incidenti, ancora di più.

Se nel frattempo la vicenda è diventata un caso politico, questo non riguarda i residenti. Noi non abbiamo cercato polemiche né fatto nomi. Abbiamo semplicemente cercato di capire le ragioni di un cambiamento introdotto dopo tanti anni e che, a nostro avviso, riduce le condizioni di sicurezza. Se esiste una soluzione strutturale, si allarghi la strada, si migliorino gli spazi di manovra, si realizzino le condizioni necessarie per garantire la circolazione in sicurezza. Su questo nessuno avrebbe nulla da obiettare.

Il resto appartiene al confronto politico, alla stampa e alla normale dialettica democratica. Da residente chiedo una sola cosa: sicurezza, chiarezza e rispetto per chi vive ogni giorno questa strada».

Una residente di via San Giuliano Pulito

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