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Atterraggio a Comiso alle 22, nessun autobus ad attenderli: l’odissea del volo Milano – Catania del 10 agosto
15 Ago 2026 07:57
Prende a prestito l’Odissea e la lunga peregrinazione di Ulisse per riuscire a ritornare nella sua Itaca, una dei passeggeri che in questi giorni stanno vivendo situazioni di emergenza e di grande difficoltà nell’aeroporto di Catania. Mancano le informazioni sui voli cancellati o riprogrammati, lo spostamento dei voli su altri aeroporti spesso prevede anche che il passeggero raggiunge con mezzi propri Palermo o Trapani, con modalità e tempi spesso non compatibili.
Una vera e propria “odissea” con tante storie da raccontare: ci sono comitive che non riescono a raggiungere gli sposi per la data del matrimonio, chi non riesce ad arrivare per le vacanze e chi non riesce a ripartire.
Sui social, numerose le proteste, il racconto di esperienze ai limiti dell’inverosimile, anche di chi ha scelto di trascorrere la notte in aeroporto.
Tre le altre raccogliamo la storia narrata da Desirèe Agatina Guglielmino, originaria di Catania, che vive a Monza e che racconta l’odissea” vissuta nella notte del 10 agosto dopo lo spostamento del proprio volo da Milano nell’aeroporto di Comiso. All’arrivo, i pullman promessi dalla compagnia non c’erano ancora e ha provveduto il personale dell’aeroporto a reperire i mezzi per consentire di raggiungere Catania, loro meta finale.
Ecco quanto narrato dalla protagonista. Ovviamente, siamo disponibili, qualora lo volessero, a raccogliere le dichiarazioni della compagnia Wizzair.
Odisseo impiegò dieci anni a rivedere la sua Itaca, insidiato da Dei capricciosi e mostri marini. A noi passeggeri del volo Milano Malpensa – Catania del 10 agosto (la Notte di San Lorenzo) è bastata una sola serata, con la regia caotica di Wizz Air e le eruzioni dell’Etna a fare da tempesta perfetta.
Già prima di partire, tra notizie sui social e comunicati ufficiali sulla chiusura dello scalo etneo, l’ansia regnava sovrana. Eppure, agli banchi check-in di Malpensa, dopo una rapida telefonata, il personale di terra ci rassicurava fermamente: “Tutto regolare, proseguite pure verso i controlli”. Lungo il cammino, la sicurezza dell’aeroporto avanzava già le prime profezie di dirottamento — Palermo? Trapani? Lamezia Terme? — mentre tra i passeggeri serpeggiava il terrore. C’era chi arrivava da Torino con voli cancellati un secondo prima di salire a bordo e chi temeva di ritrovarsi a centinaia di chilometri da casa senza supporto. Nel frattempo, Wizz Air manteneva un silenzio oracolare, facendoci credere che tutto andasse per il meglio.
Arrivati al gate A55, l’imbarco per il volo delle 19:50 procede regolarmente. Gli addetti continuano a confermare la rotta per Catania, finché — a metà imbarco e in via del tutto informale — ci viene annunciato il dirottamento su Comiso, con la promessa che sarebbero state predisposte delle navette per riaccompagnarci a Catania. Rassicurati da questo piano, affrontiamo la traversata aerea con un sospiro di sollievo.
Il vero dramma si consuma all’atterraggio, intorno alle 22:00. Scalo a Comiso, nessun bus ad attenderci. Guardando le e-mail (impossibili da controllare mentre eravamo in volo), scopriamo che già alle 19:55 era arrivata una prima comunicazione di dirottamento, e che la compagnia si era limitata a inviare un tentativo di richiesta navetta a un intermediario alle 19:53, ricevendo picche e disinteressandosi totalmente del nostro destino da quel momento in poi. Lasciati allo sbaraglio, senza mezzi pubblici a quell’ora e nell’oscurità della notte.
Ed è qui che l’Odissea trova i suoi veri Eroi.
Quando tutto sembrava perduto, l’Aeroporto di Comiso e il suo personale straordinario hanno preso in mano le redini del disastro lasciato da Wizz Air. In una notte complessa come quella di San Lorenzo, con l’intera Sicilia in piena emergenza Etna, il personale dello scalo si è mobilitato con una professionalità e un’umanità fuori dal comune. Nel giro di appena 45 minuti sono riusciti a reperire tre autobus locali con rispettivi autisti, lavorando senza sosta per trovarci una soluzione e riportarci a casa a Catania.
Il tocco d’ironia finale? Alle 00:43, quando ormai eravamo felicemente in viaggio verso casa grazie alla flotta improvvisata dall’aeroporto, Wizz Air si risveglia dal suo torpore inviandoci un’e-mail ufficiale di scuse in cui ammette candidamente di “non essere riuscita a organizzare alcun transfer a causa della disponibilità limitata” e invitandoci ad arrangiarci da soli chiedendo poi un eventuale rimborso. Una barzelletta!
Se Wizz Air ha firmato la regia di un film dell’assurdo abbandonando i propri passeggeri a notte fonda, l’Aeroporto di Comiso e tutti i suoi addetti hanno dimostrato cosa significhi davvero gestione dell’emergenza, efficienza ed empatia!
Tutto ciò per dirvi che é facile lamentarsi ma fermiamoci prima di fare i leoni da tastiera e capire realmente come sono andate le cose e a chi rivolgerci per le lamentele. Condivido con voi la mia esperienza che sia da monito per tutti. Grazie.
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