Eni investe ancora sulla Sicilia: 500 milioni in più per Priolo e Ragusa, via alla nuova industria green

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La trasformazione industriale di Eni Versalis entra in una nuova fase. Il gruppo ha annunciato un incremento degli investimenti destinati al piano di riconversione dei propri siti produttivi italiani, portando la dotazione complessiva da 2 a oltre 2,5 miliardi di euro. Un’accelerazione che interessa direttamente la Sicilia, con i poli industriali di Priolo e Ragusa al centro di una strategia che punta a coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e salvaguardia dell’occupazione.

L’aggiornamento del piano è stato illustrato nel corso di un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), presieduto dalla sottosegretaria Fausta Bergamotto, alla presenza dei vertici di Eni e delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo sottoscritto nel marzo 2025.

Investimenti in crescita: altri 500 milioni per la trasformazione industriale

L’incremento di 500 milioni di euro rispetto alla dotazione iniziale conferma la volontà del gruppo di accelerare la riconversione della chimica tradizionale verso produzioni innovative e a maggiore valore aggiunto.

Secondo quanto illustrato durante il tavolo ministeriale, il cronoprogramma procede nel rispetto degli impegni assunti. Il primo importante traguardo sarà raggiunto a Brindisi entro la metà del 2027, con il completamento della linea di assemblaggio dei sistemi di accumulo energetico utility scale (BESS), realizzata in collaborazione con Seri Industrial.

Parallelamente, Eni ha aggiornato il Governo e le parti sociali anche sul lavoro affidato a JP Morgan per individuare un acquirente degli impianti di cracking e polietilene attualmente in conservazione. L’attività dell’advisor ha già consentito di individuare circa trenta potenziali investitori interessati a rilevare gli asset industriali con prospettive di sviluppo di lungo periodo.

Priolo: prende forma la nuova bioraffineria

Per il polo industriale di Priolo la riconversione è già entrata nella fase operativa.

Sono infatti in corso le demolizioni degli impianti ormai dismessi e contemporaneamente procede il cantiere di prefabbricazione della futura bioraffineria, progetto che Eni realizza insieme a Q8 Italia.

L’obiettivo resta invariato: completare meccanicamente il nuovo impianto entro la fine del 2028, trasformando uno dei principali poli petrolchimici italiani in un centro strategico per la produzione di biocarburanti sostenibili.

Ragusa punta su start-up e riciclo della plastica

Anche Ragusa rappresenta uno degli assi portanti della nuova strategia industriale.

È già operativo il centro dedicato allo sviluppo delle start-up innovative, mentre sono stati avviati gli incontri preliminari per costruire una filiera agroenergetica siciliana destinata ad alimentare le future bioraffinerie dell’Isola.

Nel piano è confermata inoltre l’attivazione, entro il 2028, del Centro sperimentale per il riciclo meccanico delle plastiche, destinato a diventare un punto di riferimento nazionale per l’economia circolare.

Tamajo: “La Sicilia protagonista della transizione energetica”

A ribadire il sostegno della Regione Siciliana è stato l’assessore alle Attività Produttive, Edy Tamajo.

«La Regione Siciliana sostiene con convinzione il piano di riconversione di Eni Versalis dei siti industriali siciliani, una sfida che vogliamo trasformare in una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio, perché coniuga tutela dell’occupazione, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e nuove prospettive di crescita».

L’assessore ha evidenziato in particolare il valore strategico della nascente filiera agroenergetica siciliana, che potrà generare nuove opportunità per il comparto agricolo regionale e contribuire alla produzione di biocarburanti destinati ai trasporti stradali, navali e aerei.

«Il nostro obiettivo – ha aggiunto Tamajo – è accompagnare la trasformazione industriale della Sicilia, rendendola protagonista della transizione energetica e dell’economia circolare».

Una risposta alla crisi della chimica europea

Durante l’incontro al Mimit, Eni ha sottolineato come la crisi strutturale della chimica di base europea renda ormai inevitabile una profonda trasformazione del settore.

La strategia del gruppo punta quindi a sostituire progressivamente le produzioni tradizionali con una chimica di specialità, basata su innovazione, sostenibilità e prodotti ad alto valore aggiunto.

Complessivamente il piano riguarda investimenti industriali già approvati per circa 4 miliardi di euro sull’intero sistema della chimica italiana. Un programma che richiederà anche nuove competenze professionali: il gruppo ha infatti evidenziato la crescente difficoltà nel reperire personale altamente specializzato, figura ormai indispensabile per sostenere la nuova fase industriale.

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