L’Asp di Ragusa accelera le procedure dopo il furto avvenuto nella farmacia dell’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica e mette in campo tutte le misure necessarie per garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti. Questa mattina si è riunita la task force istituita dalla Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale con l’obiettivo di gestire l’emergenza, ricostruire con precisione quanto […]
Chiusura cinema Madison, la proprietà attacca il Comune: “Pronti a chiedere 20 milioni di euro di risarcimento. Con questa Amministrazione non riapriremo”
31 Lug 2026 12:46
Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite.
Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI
Si alza ulteriormente il livello dello scontro tra la proprietà del Madison Cinemas e il Comune di Ragusa. Dopo la comparsa del cartello “Vendesi attività” davanti al multisala, il referente della società che gestisce il cinema, Manuele Ilari, presidente Madison Cinemas e presedente Ueci Unione Esercenti Cinematografici Italiani, annuncia che la proprietà è pronta ad avviare un’azione civile per chiedere 20 milioni di euro di risarcimento danni, tra danno economico e danno d’immagine, conseguenti alla chiusura della struttura.
Una posizione durissima, che arriva mentre resta pendente il ricorso al Tar contro l’ordinanza di chiusura emessa dal Comune nei mesi precedenti.
“Commissione convocata dopo sette giorni, tre mesi fa bastò un giorno”
Il presidente contesta innanzitutto i tempi della convocazione della commissione di vigilanza richiesta dalla società. “Convocarla dopo sette giorni è inaccettabile. Tre mesi fa, invece, il sindaco riuscì a convocarne una nel giro di ventiquattr’ore”, afferma. Secondo il presidente del Madison, questo rappresenterebbe “un atteggiamento ritorsivo” nei confronti della società. “Mi è stato anche palesato che c’erano rimasti male per il fatto che abbiamo impugnato davanti al Tar quella che riteniamo un’ordinanza di chiusura illegittima”.
“I Vigili del Fuoco ci hanno dato ragione”
Il presidente sostiene inoltre che, dopo mesi di verifiche, sarebbe arrivato un elemento che confermerebbe la correttezza delle tesi sostenute dalla società. “Dopo tre mesi i Vigili del Fuoco, con il nuovo piano di emergenza, hanno riconosciuto che la struttura cinematografica rientra nei parametri di esenzione dall’obbligo di installazione dei rilevatori di fumo, esattamente ciò che sosteniamo da oltre tre mesi”. Un elemento che, secondo la proprietà, dimostrerebbe come le contestazioni mosse nei confronti del cinema fossero da ritenere infondate.
Lo scontro: “Non riapriremo finché ci sarà questa Amministrazione”
Le dichiarazioni diventano ancora più nette sul futuro della struttura. Intanto i dipendenti sono stati già licenziati. “L’intenzione della proprietà è quella di non riaprire più il cinema a Ragusa finché resterà in carica questa Amministrazione comunale. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere in vendita l’attività e abbiamo già ricevuto diverse offerte”, Il presidente aggiunge di non voler più intrattenere rapporti con l’attuale governo cittadino: “Non vogliamo più avere rapporti con questa Amministrazione. Se in futuro ci sarà una nuova amministrazione saremo lieti di sederci a un tavolo e parlare. Siamo stanchi di essere presi in giro”.
La possibile causa: “Pronti a una causa da 20 milioni”
Sul fronte giudiziario la società guarda sia al procedimento amministrativo sia a quello civile. “I tribunali faranno il loro corso. Il Tar si pronuncerà sul ricorso, ma parallelamente presenteremo un’azione di risarcimento del danno che abbiamo quantificato in circa 20 milioni di euro, tra il danno economico subito nei tre mesi di chiusura e il grave danno d’immagine”. Secondo il presidente, il Comune avrebbe inoltre leso la reputazione della società. “Più volte il Comune ha sostenuto pubblicamente che la struttura non fosse a norma e che non rispettassimo le regole. Ma non ha mai indicato quale norma specifica del settore cinematografico avremmo violato. Noi, invece, abbiamo sempre prodotto riferimenti normativi precisi”.
Dipendenti licenziati e nessun segnale di apertura
Il presidente conferma infine le ripercussioni occupazionali della vicenda. “I dipendenti che non hanno accettato il trasferimento sono stati licenziati”. E conclude con un nuovo affondo politico: “Un buon padre di famiglia dovrebbe ascoltare il volere della comunità. Tutta la popolazione si è espressa contro la chiusura del cinema e dall’Amministrazione non è mai arrivato un segnale concreto per agevolarne la riapertura”.
© Riproduzione riservata
Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it