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Il solare cresce e la rete arranca: il paradosso energetico di Ragusa
20 Lug 2026 11:36
La provincia di Ragusa dispone di una delle risorse solari più favorevoli d’Italia, ma fino al 2024 non è riuscita a trasformare pienamente questo vantaggio naturale in capacità produttiva. Secondo il rapporto statistico del GSE, il territorio ibleo ha prodotto 393,5 gigawattora di energia fotovoltaica, meno di sedici province del Nord. Il divario non dipende dalla resa dei pannelli, ma soprattutto dalla quantità di potenza installata.
A Ragusa ogni kilowatt fotovoltaico ha generato mediamente circa 1.257 kilowattora in un anno, più che a Brescia, Torino, Cuneo, Udine e Bolzano. Ma la provincia disponeva di appena 313 megawatt installati, contro i 1.082 di Brescia e quasi 900 a Cuneo e Torino. Considerando anche l’estensione territoriale, il ritardo si attenua: Ragusa produce circa 242 megawattora per chilometro quadrato e supera undici delle sedici province settentrionali che la precedono nella produzione complessiva.
Nel dicembre 2025 è entrata in funzione la centrale fotovoltaica EDP di Chiaramonte Gulfi, con 70,5 megawatt di potenza e una produzione prevista di circa 117 gigawattora all’anno. L’impianto non compare ancora nei dati GSE del 2024, ma potrà incidere in modo significativo sulle prossime statistiche provinciali.
Il problema delle rete elettrica
Il punto, tuttavia, non è più soltanto costruire nuovi parchi solari. Serve una rete elettrica capace di raccogliere, distribuire e gestire una produzione crescente, soprattutto nei periodi in cui caldo, turismo e climatizzazione fanno aumentare improvvisamente i consumi. Il blackout che la notte scorsa ha lasciato per circa dodici ore senza corrente la zona Baia del Sole di Scoglitti rappresenta un segnale da non sottovalutare. Residenti e villeggianti sono rimasti senza frigoriferi, ventilatori, climatizzatori e illuminazione; le segnalazioni avrebbero interessato anche altre zone tra Scoglitti e Vittoria.
L’episodio mostra quanto la continuità del servizio sia fragile proprio nei momenti di maggiore richiesta. A livello nazionale, inoltre, la crescita delle rinnovabili rende necessari investimenti nelle cabine, nelle linee, nei sistemi di accumulo e nella gestione intelligente dei flussi. Nelle Isole, nel 2025, le interruzioni hanno raggiunto quasi nove eventi per utente, contro una media italiana di 4,9. Ragusa ne ha registrato più di dieci eventi per utente. Per Ragusa la vera svolta, dunque, non consiste soltanto nel colmare il divario degli impianti. La sfida è costruire insieme nuova produzione, accumuli e una rete più resistente. Perché il sole non manca e gli investimenti stanno arrivando; adesso occorre evitare che, proprio mentre cresce l’energia prodotta, famiglie e imprese continuino a rimanere al buio.
Fotovoltaico connesso, Sicilia dietro alla Lombardia
La Sicilia sta accelerando: nel primo semestre 2026 è risultata seconda in Italia per nuova potenza fotovoltaica connessa, appena dietro la Lombardia. Ma aumentare i megawatt senza rafforzare contemporaneamente la rete rischia di creare un sistema sbilanciato: molta energia potenziale, ma infrastrutture non sempre pronte a trasportarla e a garantire un servizio stabile.
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