La Solidarietà non è reato: Ragusa si mobilita per il caso Mediterranea

L’11 maggio, presso il Centro Commerciale Culturale, un incontro pubblico per riflettere sui diritti umani e sul soccorso in mare.

RAGUSA – Lunedì 11 maggio, alle ore 18:00, il Centro Commerciale Culturale di via Matteotti 61 diventerà il cuore pulsante del dibattito sui diritti umani in Italia. L’evento, promosso da Amnesty International Italia in collaborazione con la società civile locale, accende i riflettori su uno dei temi più caldi della cronaca giudiziaria e politica: la criminalizzazione di chi salva vite in mare.

Il programma della serata

La serata si aprirà con la proiezione della video intervista a Seán Binder, per la regia di Valeria Solarino. Binder è l’attivista che ha trascorso oltre 100 giorni in carcere in Grecia per aver prestato soccorso ai migranti, diventando un simbolo internazionale della lotta contro le politiche che trasformano la solidarietà in un reato.

A seguire, si terrà un dibattito di grande rilievo con i protagonisti del “Processo di Ragusa” contro Mediterranea Saving Humans. Interverranno:

  • Luca Casarini, tra i principali imputati nel procedimento giudiziario;
  • Gli avvocati Serena Romano e Fabio Lanfranca, difensori di Mediterranea;
  • Serena Chiodo di Amnesty International Italia.

Il contesto: a che punto è il processo?

L’incontro di lunedì avviene in un momento cruciale. Secondo le ultime notizie giudiziarie, il processo contro Mediterranea Saving Humans — nato dal salvataggio di 27 naufraghi effettuato nel settembre 2020 dalla nave Mare Jonio — sta entrando nel vivo della fase dibattimentale.

Proprio all’inizio del 2026, il Tribunale di Ragusa ha disposto la distruzione di alcune intercettazioni e chat ritenute non pertinenti o vietate dal codice, un passaggio che la difesa ha salutato come una prima vittoria contro quella che definiscono “macchina del fango”. La prossima udienza del processo è fissata per il 12 maggio 2026, il giorno immediatamente successivo all’evento di Ragusa. In quella sede inizierà l’esame dei testimoni dell’accusa.

Perché partecipare all’incontro?

Al centro del processo c’è l’accusa di “favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina” per il trasbordo di naufraghi dalla petroliera Maersk Etienne. Gli attivisti sostengono di aver agito in stato di necessità per salvare vite umane abbandonate dalle autorità competenti.

L’evento dell’11 maggio non è solo un momento informativo, ma un atto politico di solidarietà. Come sottolineato da Amnesty International e dalle realtà sindacali come la CGIL (da tempo al fianco degli attivisti), l’obiettivo è ribadire che salvare vite è un obbligo morale e legale, non un crimine da perseguire nelle aule di giustizia.

L’appuntamento è dunque per l’11 maggio alle ore 18:00 a Ragusa, per far sentire che la solidarietà non si ferma davanti ai tribunali.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it