Marina di Modica e l’amore per il territorio che diventa azione: tre interventi, un unico esempio

A volte non servono post, parole o versi per spiegare cosa significhi davvero prendersi cura del proprio territorio. Bastano i fatti. E a Marina di Modica, negli ultimi giorni, i fatti hanno avuto un nome e un volto: quello dell’imprenditore Antonio Puccia.

Tutto nasce da una situazione diventata ormai insostenibile. Il laghetto della frazione balneare, già duramente colpito dal passaggio del ciclone Harry, si presentava in condizioni allarmanti: uno specchio d’acqua trasformato in un accumulo di plastica, legname e detriti di ogni tipo. Un degrado aggravato dall’inciviltà di chi continua a utilizzare quell’area come una discarica a cielo aperto. Non solo uno sfregio per il paesaggio, ma una minaccia concreta per la fauna locale.

Di fronte a questo scenario, Puccia ha scelto di non aspettare: è intervenuto personalmente, avviando una prima operazione di pulizia del laghetto. Un gesto semplice, ma potente. Un primo segnale chiaro: l’amore per il proprio territorio non si dichiara, si dimostra.

Ma non si è trattato di un episodio isolato. Dopo questo primo intervento, è arrivato il “bis”. Domenica scorsa, infatti, Puccia e il suo staff sono tornati in azione, concentrandosi sulla raccolta delle microplastiche lungo la battigia. Un lavoro ancora più silenzioso, quasi invisibile, ma fondamentale. Piccoli frammenti che rischiavano di essere inghiottiti dalla sabbia e dispersi definitivamente nell’ambiente, con conseguenze gravissime per l’ecosistema marino. Se ingerite, le microplastiche possono causare danni seri fino alla morte degli animali.

E la storia non finisce qui. Dopo il primo intervento e il secondo, arriva anche il “tris”. Sabato 21 marzo Puccia sarà nuovamente protagonista in occasione della giornata “Marina di Modica si differenzia”, proseguendo questo percorso fatto di azioni e non di parole. Tre interventi, un’unica direzione: restituire dignità a un luogo e lanciare un messaggio chiaro. Il territorio non si difende da solo. Ha bisogno di mani, di cura, di responsabilità. Ha bisogno di esempi. E, oggi, Marina di Modica un esempio ce l’ha.

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