Due vescovi per i funerali di Vicè Scamporrino. Il ricordo degli amici per il “gigante buono”

Due vescovi a Comiso per il funerale di Vincenzo Scamporrino, il 66enne morto stamattina all’alba nell’ospedale Guzzardi di Vittoria dove era ricoverato da un mese e mezzo.

A presiedere il rito funebre che si svolgerà sabato alle 11,30 nella basilica dell’Annunziata sarà il vescovo Gisueppe La Placa che concelebrerà con l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna e con il figlio di Vincenzo Scamporrino, don Sebastiano, sacerdote dell’arcidiocesi di Catania, attualmente viceparroco a San Giovanni La Punta. Sarà presente anche la comunità di San Giovanni la Punta, la cittadina etnea dove il figlio don Sebastiano vive il suo impegno pastorale. Un pullman partirà al mattino per raggiungere Comiso insieme al parroco don Domenico Cosentino.

La notizia della morte di Vicè, come era da tutti conosciuto, si è sparsa subito in città. Numerosi gli attestati di cordoglio e tantissimi gli amici che si sono0n stretti attorno a lui. Vicé Scamporrino era una presenza forte in città, il gigante dal cuore buono, l’uomo che aveva un sorriso e una carezza per tutti, mai arrabbiato, sempre con un atteggiamento positivo. Il rifornimento di benzina dove lavorava da alcuni anni era il punto di riferimento per un saluto, per uno scambio di battute.

Vicè Scamporrino era da 43 anni oil “capovara” in occasione della festa di Pasqua a Comiso. Con il suo fisico possente, prendeva posizione ai piedi del simulacro, sostenendo con le sue spalle larghe i piedini del bimbo che siede ai piedi del simulacro, l’angioletto vestito con pizzi bianco e rossi e che nel giorno di pasqua intona per 14 volte il canto del Regina Coeli”.

Sulla sua bara sono stati posizionati la maglia rossa che Vicè indossava come tutti i portatori nel giorno di pasqua, insieme al gagliardetto e al fazzoletto rosso. Ma c’è anche un fazzolettone azzurro, posizionato dai “portatori” del secondo simulacro della festa di Pasqua, quello di Gesù Risorto. La festa di Pasqua si celebrerà esattamente tra un anno, il 5 aprile e quel giorno sarà anche il giorno del suo onomastico. Per la prima volta Vicè non ci sarà.

Gli attestati dui cordoglio sono arrivati da più parti: nella pagina facebook della parrocchia dell’Annunziata si legge: “Amico sincero e presenza viva nella nostra comunità, ha condiviso con noi momenti di vera fede, fraternità e vita semplice, lasciando un segno che resterà custodito nel cuore della nostra Basilica. Lo affidiamo all’abbraccio misericordioso del Padre, nella certezza che l’amore vissuto sulla terra trova compimento nella luce eterna. A tutta la famiglia: la moglie Patrizia, i figli Adriana e don Sebastiano e a tutti i suoi cari giungano la nostra vicinanza, la preghiera e l’affetto fraterno”.

“La persona più buona che io conosca” si legge in un commento.

Il deputato regionale Giorgio Assenza, suo amico che con lui ha condiviso gli anni dell’impegno nella locale squadra di basket, ha postato le foto che lo ritraggono negli anni della gioventù. lo ricorda così: Alle centinaia di foto che i tanti, tanti, tantissimi amici di Vicè Scamporrino stanno postando sui social ne aggiungo due che ricordano Vicè giocatore di pallacanestro e dirigente sportivo: Vincenzo è stato anche questo. Per me un fratello minore: vicino di casa e compagno di giochi in gioventù, appassionati di pallacanestro entrambi, assidui frequentatori della Annunziata, vicini politicamente e sempre accanto nei momenti di difficoltà. Discreto come pochi, buono all’ eccesso, felice ed orgoglioso dei figli e particolarmente grato a Dio per il dono del Sacerdozio di Sebastiano. Ci siamo sentiti prima e dopo l’ultimo intervento, era lieto del buon esito dello stesso e nulla faceva presagire la tragedia. Ho seguito con discrezione e crescente timore l’evolversi della malattia e lo strazio dell’ ultimo periodo. All’Annunziata sabato mattina la nostra comunità celebrerà la Tua Pasqua”.

L’assessore Giuseppe Alfano aveva lasciato sulla porta dell’ufficio del suo distributore di benzina un cartello con la scritta “Torno subito”, a simboleggiare uno dei tanti avvisi che Vicè era solito scrivere. “Visto che stavolta non hai avuto tempo di farlo, lo faccio io per te. Fai il pieno di forza che ti serve, amico mio, tanto noi ti aspettiamo, con il serbatoio pieno di amore e di speranza”.  Ma quest’avviso stavolta non ha funzionato.

Cordoglio anche da parte dell’Olympia baskert Comiso, la società cestistica che ha raccolto l’eredità deklla Diana Comiso, le due squadre di Vicè Scamporrino. “Oggi è un giorno di immenso dolore per tutta la famiglia Olympia Basket Comiso. Ci lascia il nostro Vincenzo Scamporrino, un uomo che per noi non è stato soltanto una presenza, ma un punto di riferimento, un sorriso sincero, una parola buona nei momenti difficili.

Un AMICO vero, leale, autentico. Uno di quelli che non hanno bisogno di farsi notare, perché il loro valore si sente, si vive, si respira. Vincenzo è stato parte della nostra storia, della nostra quotidianità, della nostra identità. Oggi perdiamo una persona speciale, ma il suo esempio, la sua bontà e il suo ricordo resteranno per sempre nel cuore di tutti noi. Alla cara Patrizia, ad Adriana e a Sebastiano giungano le nostre più sincere e profonde condoglianze, con un abbraccio che possa, almeno in parte, alleviare un dolore così grande.

Ciao Vincenzo, anzi Mpa Vicè!”

Oggi sulla vetrata dell’ufficio del distributore sono comparsi i messaggi di cordoglio e alcuni mazzi di fiori.Uno tra questi ha raccontato la storia tragica degli ultimi tre mesi di vita di Vincenzo Scamporrino. Il 18 dicembre scorso, Vincenzo era stato investito da una vettura, proprio nei pressi del distributore, sotto gli occhi della moglie Patrizia. La frattura al piede sembrava potesse fermarlo solo per qualche settimana. Poi le complicazioni si erano aggiunte alle coimplicazioni, con una serie di patologie successive che, nell’arco di alcune settimane lo hanno portato al decesso.

Nel volantino in bacheca si legge: “Tutto è iniziato da qui. Ma non doveva finire così. A-Dio caro Vice’. Ci mancherai tantissimo! Gesù Risorto ti accolga tra le sue braccia!” Poi i messaggi, i fiori, e altri messaggi a testimoniare, anche con un fiore e un sorriso, l’affetto della città per il “gigante buono” volato in Cielo troppo presto.

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