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Addio a Natalino Amodeo, protagonista della storia politica di Pozzallo e del socialismo siciliano
02 Mar 2026 19:15
Pozzallo piange la scomparsa dell’onorevole Natalino Amodeo, più volte eletto al Parlamento nazionale ed ex sindaco della città marinara. Si è spento oggi, all’età di 92 anni, nella sua Pozzallo, dove si era ritirato da tempo a vita privata dedicandosi alla scrittura di monografie.
Nato a Pozzallo l’on. Amodeo è stato tra i principali esponenti del Partito Socialista Italiano nel territorio ibleo. La sua carriera politica iniziò giovanissimo: nel 1960, a soli 27 anni, venne eletto consigliere comunale con 610 preferenze. Nel 1964, in polemica con la dirigenza socialista locale alleatasi con la Democrazia Cristiana, aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), risultando nuovamente eletto consigliere con 756 preferenze.
Candidato alle regionali del 1967 tra le fila del PSIUP, fu il primo dei non eletti. Con lo scioglimento del PSIUP, nel 1972 rientrò nel PSI e nel 1975 venne ancora una volta rieletto in consiglio comunale. In quegli anni ricoprì anche l’incarico di presidente della Società Operaia di Pozzallo.
L’esperienza parlamentare e l’elezione a sindaco
Nel 1979 fu eletto deputato alla Camera, diventando – dopo Giorgio La Pira – il secondo pozzallese della storia a sedere in Parlamento. Venne riconfermato nelle legislature del 1983 e del 1987.
Alle amministrative del giugno 1980 guidò alla vittoria una coalizione di centro-sinistra composta da PSI e PCI, interrompendo trent’anni di governo della Democrazia Cristiana. Con 1.615 preferenze risultò il candidato più votato e venne eletto sindaco dal consiglio comunale. Si dimise nel marzo 1981 per dedicarsi pienamente al mandato parlamentare.
Nel 1984 fu eletto segretario regionale del PSI. Durante i suoi incarichi alla Camera si adoperò in particolare per la realizzazione del Porto di Pozzallo, infrastruttura strategica per il territorio, poi completata nel 1992.
L’errore giudiziario e l’assoluzione
Negli anni di Tangentopoli fu coinvolto in una vicenda giudiziaria che si rivelò un errore: accusato falsamente di associazione mafiosa e voto di scambio da un pregiudicato pozzallese, trascorse tredici mesi in custodia cautelare. Nel 1997 venne assolto in primo grado dal Tribunale di Modica e successivamente in appello per insussistenza del fatto, chiudendo definitivamente una pagina dolorosa della sua vita.
Con la scomparsa di Natalino Amodeo, Pozzallo perde una figura che ha segnato profondamente la propria storia politica e civile. Il suo impegno si è sviluppato dentro le istituzioni con senso di responsabilità, contribuendo a costruire una stagione importante per Pozzallo. Natalino Amodeo apparteneva a una generazione che viveva la politica come comunità e come relazione umana, prima ancora che come ruolo. “Dopo Giorgio La Pira, il più grande pozzallese dal dopoguerra ad oggi” ha dichiarato il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della storia politica cittadina e del socialismo siciliano.
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