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Erosione costiera a Ispica: “Cantieri in arrivo”
13 Feb 2026 15:22
L’emergenza erosione costiera torna a colpire il litorale di Ispica, dove il mare ha iniziato a scavare sotto la sede stradale della SP67 compromettendo la stabilità dell’asfalto e costringendo alla chiusura di alcuni tratti della viabilità costiera. Il provvedimento è stato disposto dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa dopo le verifiche tecniche effettuate nelle ultime ore, che hanno evidenziato un rapido aggravarsi della situazione.
In diversi punti la forza delle mareggiate ha eroso il terreno di sostegno della carreggiata, rendendo concreto il rischio di cedimenti strutturali. L’intervento immediato di interdizione al traffico è stato ritenuto necessario per garantire la sicurezza della circolazione e prevenire danni più gravi alle infrastrutture.
Difesa della costa: confermato l’avvio dei cantieri
Nel corso di un incontro istituzionale avuto fra la CGIL e il commissario straordinario Tuminello, è stato confermato l’impegno ad avviare i lavori di contrasto all’erosione costiera prima dell’estate. L’obiettivo è fermare l’avanzata del mare lungo uno dei tratti più fragili della fascia costiera ragusana, dove negli ultimi anni la linea di costa ha subito un arretramento significativo.
Il progetto prevede opere strutturali di protezione del litorale e interventi di ripascimento per ricostruire la fascia sabbiosa e proteggere la sede stradale. La rimodulazione tecnica dell’intervento si è resa necessaria per adeguare il piano alle modifiche morfologiche della costa intervenute nel tempo, ma secondo quanto emerso non comporterà ritardi nell’apertura dei cantieri.
Un passaggio tecnico ancora in definizione riguarda la caratterizzazione delle sabbie da utilizzare per il ripascimento. È stato stabilito che il materiale sarà prelevato dal territorio di Pozzallo, scelta che dovrebbe consentire una riduzione dei tempi operativi rispetto alla precedente ipotesi di approvvigionamento dalla zona di Trapani.
Un territorio esposto al rischio erosione
La situazione lungo la costa ispicense evidenzia la crescente vulnerabilità delle infrastrutture viarie costruite a ridosso del mare. L’erosione costiera, accelerata dalle mareggiate e dai cambiamenti morfologici del litorale, rappresenta una minaccia non solo ambientale ma anche economica e infrastrutturale.
La SP67 costituisce infatti un collegamento strategico per la mobilità costiera e per le attività turistiche della zona. Il deterioramento della strada e dell’illuminazione pubblica in diversi tratti conferma la necessità di interventi urgenti e strutturali per la messa in sicurezza dell’area.
L’avvio dei lavori prima della stagione estiva viene considerato decisivo per limitare ulteriori danni e garantire la continuità della viabilità lungo la fascia costiera.
La posizione del sindacato
Sulla vicenda è intervenuta la CGIL di Ragusa, che nelle scorse settimane aveva sollecitato un’accelerazione degli interventi durante un confronto istituzionale svoltosi a Palermo: “La CGIL esprime soddisfazione per l’impegno assunto dal Commissario straordinario Ing. Tuminello, che nel corso del sopralluogo effettuato a Ispica ha confermato l’impegno ad avviare i lavori di contrasto all’erosione costiera prima dell’estate”. Infine, Roccuzzo aggiunge: “«Non siamo di fronte alla soluzione definitiva del problema – dichiara il Segretario Generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Roccuzzo – ma registriamo un fatto politico e amministrativo importante: un cronoprogramma chiaro e la volontà di partire con i lavori prima dell’estate. È un segnale che va nella direzione che chiediamo da tempo, ovvero trasformare le promesse in cantieri».
Il commento del presidente Renato Schifani
«Occorre accelerare le procedure – commenta il presidente Schifani – e per far questo è indispensabile la sinergia tra uffici regionali e amministrazioni comunali, nella consapevolezza che investire nella messa in sicurezza del territorio vuol dire salvare dall’incuria e dal maltempo importanti porzioni di territorio. Gli interventi, oltre a contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico, permettono di restituire le aree alle comunità, al turismo e all’economia».
Nel corso dell’incontro, è stata concordata la tabella di marcia per sbloccare i lavori, aggiudicati alla Doronzo Infrastrutture srl per un importo di sette milioni di euro ma mai avviati a causa del mancato adeguamento della procedura ambientale. Adesso il prossimo passaggio amministrativo sarà la riacquisizione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) che comprende sia la Valutazione di impatto ambientale (Via), sia tutti i titoli abilitativi (autorizzazioni, pareri e concessioni). Poi si passerà alla nuova progettazione esecutiva, con l’obiettivo di aprire il cantiere entro giugno.
Tra le soluzioni previste lungo gli otto chilometri di litorale, l’esecuzione di opere rigide con pennelli e massicciate con rocce calcaree e ripascimenti morbidi utilizzando sabbie naturali omogenee al sito di destinazione.
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