La protesta di agricoltori e allevatori contro l’accordo con il Sud America. Verso una manifestazione nazionale a Roma

Proseguirà con una manifestazione a Roma la protesta degli agricoltori e degli allevatori aderenti al Coapi (Coordinamento Agricoltori e Pescatori italiani) che contestano l’accordo raggiunto e siglato di recente tra Unione europea e gli Stati sudamericani aderenti al Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay ed Equador). L’accordo prevede un libero scambio e la circolazione delle merci agricole in direzione dell’Europa e privilegerebbe la produzione cerealicola e le carni macellate, poiché in quei paesi, soprattutto in Argentina, esistono vaste distese di allevamenti. Gli aderenti del Coapi ritengono dannoso l’accordo sia per le aziende agricole e zootecniche italiane, che subirebbero una grave concorrenza, sia per la salubrità delle produzioni che arriverebbero sulle tavole degli italiani poiché nei paesi del Sud America è ancora oggi consentito l’utilizzo di prodotti chimici non consentiti in Italia perché dannosi.

Dopo le manifestazioni di protesta del 16 gennaio, con due presidi a Vittoria e a Parma, è previsto un nuovo incontro il 22 gennaio per programmare una mobilitazione più ampia, finalizzata alla costruzione della manifestazione nazionale a Roma. Il Coapi ha chiesto risposte concrete alla crisi strutturale del settore primario. Al centro della protesta il progressivo crollo dei redditi, l’aumento dei costi di produzione e prezzi alla fonte che non coprono più le spese sostenute dalle aziende, mentre lungo le filiere si concentrano profitti e cresce il ricorso a importazioni di prodotti a basso costo. Secondo il Coapi “la concorrenza sleale e il dumping economico e sociale stanno mettendo fuori mercato migliaia di imprese, soprattutto piccole e medie, accelerando l’abbandono delle campagne e delle marinerie e impoverendo interi territori. Tra le richieste principali rivolte a Governo e Parlamento figurano il riconoscimento formale dello stato di crisi dell’agricoltura e della pesca, l’esclusione del settore primario dagli accordi di libero scambio, a partire dall’accordo UE-Mercosur, e l’introduzione di regole efficaci contro le pratiche sleali di mercato”. Il Coordinamento chiede inoltre una legge nazionale sui prezzi equi, il rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera agroalimentare e l’obbligo di etichettatura chiara e trasparente dell’origine delle materie prime. Nei prossimi giorni – annuncia il COAPI – sarà lanciata una lettera aperta rivolta ai rappresentanti politici nazionali ed europei e sarà formalmente richiesta al Governo l’apertura di un incontro per un confronto diretto sull’accordo UE-Mercosur e sulle politiche commerciali che incidono sul settore primario. “La mobilitazione non riguarda solo chi produce, ma anche i cittadini e i consumatori, colpiti dall’aumento dei prezzi e dalla perdita di qualità del cibo”.

Dai presidi di Parma e Vittoria, alle manifestazioni territoriali, fino all’assemblea e alla manifestazione nazionale a Roma – conclude il Coordinamento – la mobilitazione proseguirà finché non arriveranno risposte concrete.

Foto: manifestazione a Vittoria

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