Festa del lavoro senza stipendio: operai del depuratore ancora in attesa. E il Primo Maggio diventa protesta

Nel giorno della Festa dei Lavoratori c’è chi il lavoro lo garantisce ogni giorno ma senza aver ricevuto ancora lo stipendio. Succede ai dipendenti della Cooperativa Pegaso, impiegati nei servizi idrici e nel depuratore di Comiso e Pedalino, che secondo quanto denunciato dalla Fiadel Cisal Ragusa non hanno ancora percepito la retribuzione relativa al mese di marzo.

Il pagamento, spiegano dal sindacato, avrebbe dovuto essere effettuato entro il 15 aprile. Ma con il ponte festivo del Primo Maggio, i lavoratori non riceverebbero alcuna somma prima del 4 maggio, nella migliore delle ipotesi.

Una situazione che la sigla sindacale definisce grave e ormai reiterata, tanto da avere spinto la Fiadel Cisal a inviare una formale richiesta di intervento al Prefetto di Ragusa.

“Senza risorse per le famiglie”

Secondo il segretario generale Giorgio Iabichella e il vice segretario Giovanni Lattuca, il ritardo lascia numerose famiglie senza risorse economiche proprio nei giorni in cui si celebra il valore del lavoro.

«La ricorrenza del Primo Maggio richiama storicamente il valore del lavoro e delle conquiste sociali ottenute dai lavoratori nel tempo – sottolinea Iabichella –. Proprio per questo appare ancora più grave che chi garantisce un servizio essenziale al territorio si trovi oggi in una condizione di persistente incertezza salariale».

Il sindacato parla di una ferita non solo economica, ma anche morale e sociale, ricordando come il diritto a una retribuzione dignitosa sia sancito dall’articolo 36 della Costituzione.

Stato di agitazione già avviato

La Fiadel Cisal Ragusa ha già proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori per denunciare i continui ritardi nei pagamenti. Una situazione che, secondo Lattuca, si trascina da mesi e che sarebbe stata più volte segnalata anche nei confronti di Iblea Acque Spa.

La Cooperativa Pegaso avrebbe motivato i ritardi con il mancato incasso delle somme dovute dalla società committente. Una giustificazione che il sindacato respinge con fermezza.

«Non può essere il lavoratore a pagare le conseguenze di rapporti economici tra aziende – affermano i rappresentanti sindacali –. I dipendenti hanno regolarmente svolto il proprio servizio e vantano il pieno diritto a ricevere puntualmente la retribuzione».

Appello alla Prefettura

Per questo motivo la Fiadel Cisal chiede un intervento urgente della Prefettura di Ragusa affinché venga affrontata e risolta una vertenza che incide pesantemente sulla vita dei dipendenti e delle loro famiglie.

Iabichella e Lattuca ribadiscono che il lavoro non può essere umiliato da ritardi sistematici e da responsabilità scaricate sui dipendenti.

Il significato del Primo Maggio

Sempre sul tema della Festa dei Lavoratori è intervenuto anche Calogero Coniglio, presidente dell’ANAFePC – Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, ricordando le origini storiche del Primo Maggio.

«Il sacrificio dei martiri di Chicago ha posto le basi della dignità del lavoro moderno – dichiara Coniglio – ma oggi dobbiamo interrogarci su cosa resti di quella conquista in un’Italia segnata dalla disoccupazione, soprattutto giovanile».

Per Maurizio Cirignotta, vicepresidente ANAFePC – Lavoro e Sociale, il Primo Maggio deve essere anche un momento di denuncia.

«Il lavoro non può essere un miraggio o un rischio per la vita, ma deve tornare a essere quel diritto fondamentale che rende l’uomo libero».

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