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Modica, rinata la facciata della Chiesa del Carmine. FOTO
29 Dic 2025 09:11
La Chiesa del Carmine, uno dei simboli più preziosi e fotografati del centro storico di Modica, torna a mostrarsi nella sua bellezza originaria. Con la rimozione delle impalcature si chiude un intervento di restauro atteso e complesso, che ha restituito alla città una delle rare testimonianze architettoniche sopravvissute al terremoto del 1693.
La facciata del monumento versava da anni in condizioni critiche, segnata dall’erosione della pietra, da infiltrazioni d’acqua e da una persistente umidità di risalita che aveva compromesso ampie porzioni della struttura. Secoli di esposizione agli agenti atmosferici e all’inquinamento avevano progressivamente cancellato l’armonia delle forme, rendendo urgente un’azione di recupero profonda e rispettosa della materia storica.
Il recupero realizzato dalla ditta Ibix cantieri e diretto dalla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Ragusa ha riportato alla sua originaria condizione gli elementi decorativi della Chiesa quali il rosone e l’apparato decorativo della parte sommitale della facciata. Interventi di consolidamento sono stati realizzati al portale tardo gotico d’ingresso.
Il restauro ha interessato il consolidamento della struttura esterna e il recupero di importanti reperti interni, sanando una situazione di degrado che metteva a rischio l’integrità dell’edificio. I lavori sono stati eseguiti con tecniche all’avanguardia e l’impiego di materiali ecosostenibili e non tossici, capaci di garantire durabilità e compatibilità con la pietra locale. Le vecchie stuccature, spesso invasive e imprecise, sono state eliminate, mentre le superfici lapidee sono state ripulite, rimodellate e uniformate, restituendo alla facciata il suo naturale splendore.
Il risultato è oggi sotto gli occhi di cittadini e visitatori: la Chiesa del Carmine torna ad armonizzarsi pienamente con l’attiguo ex Convento, ricomponendo quella “cartolina” architettonica che caratterizza uno dei luoghi più rappresentativi di Modica. Un recupero che non è solo estetico, ma anche identitario, perché riannoda il legame tra la città e la propria memoria storica.
Durante la conferenza la ditta Ibix cantieri ha illustrato gli interventi realizzati e le diverse fasi di restauro della facciata. Grande plauso per il Prof. Marco Rosario Nobile, ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Palermo, il quale, attraverso l’intervento “Building-in-time: la facciata della chiesa del Carmine a Modica” ha illustrato le diverse fasi di costruzione del monumento storico e realizzato un’ampia disamina sulle stratificazioni e al modo in cui l’architettura ha proceduto, attraverso continue trasformazioni, a modificare non solo gli assetti urbani ma la nostra percezione stessa delle città tardobarocche. Al termine dell’intervento, dopo aver disaminato diversi edifici chiesastici che, insieme alla Chiesa del Carmine, raccontano le diverse fasi dell’evoluzione delle città iblee e non solo, è stato mostrato ai presenti il progetto originario della Chiesa di San Giorgio a Modica così come era stata pensata dall’architetto Labisi.
Concluso l’intervento sulla facciata, l’attenzione si sposta ora sui preziosi teleri quaresimali, rinvenuti nei depositi dell’ex convento. Opere di grande valore per la storia dell’arte religiosa locale, destinate a tornare presto fruibili e a completare un percorso di valorizzazione che rafforza il ruolo della Chiesa del Carmine come punto di riferimento culturale oltre che spirituale. La notizia è stata resa nota dall’on. Ignazio Abbate.




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