Casi di scabbia a Vittoria, scuola e Comune rassicurano: “Protocolli rispettati, studenti al sicuro”

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Casi di scabbia nella scuola Portella della Ginestra a Vittoria. Un allarme mediatico viene lanciato sui social, ma la realtà per fortuna è ben diversa. I casi di scabbia risalgono ai primi giorni di scuola e i tre bambini, che frequentano tre classi diverse della primaria Bruno Buozzi, della primaria ne della secondaria nei plessi Consolino e Portella della Ginestra, già dal 16 settembre non frequentano la scuola. Sono rimasti a casa in quarantena, sono ormai guariti e da qui a breve rientreranno a scuola per frequentare regolarmente le lezioni insieme ai loro compagni.

Nella scuola, già il 24 settembre, dopo aver attivato il protocollo di prassi, sono stati eseguiti gli interventi di pulizia straordinaria previsti in questi casi. Tutto nella norma, quindi, con protocolli rispettati tant’è che nell’arco di più di un mese nessun altro caso si è registrato nella scuola.

Ma ieri sui social sono circolate alcune notizie infondate di chi affermava che la dirigente della scuola avrebbe omesso di procedere alla disinfestazione.

“Queste affermazioni sono false e fuorvianti – replica la dirigente Grazia Basile – I post pubblicati sui social in allarmistico mi attribuiscono la presunta volontà di non procedere alla disinfestazione dell’edificio scolastico. I protocolli in questo caso non prevedono la chiusura della scuola né la disinfestazione poiché la scabbia si trasmette solo per contatto diretto. Servono interventi sanitari mirati che noi abbiamo fatto puntualmente in collaborazione con il Dipartimento medico per le attività scolastiche dell’Asp”.

Allarme ingiustificato, quindi. Per di più i casi si sarebbero verificati nei primi giorni di scuola, gli interventi sanitari sono stati fatti già a settembre e nessun altro caso si è verificato. A breve – come dicevamo – i tre bambini rientreranno a scuola.

Anche l’amministrazione comunale interviene per chiarire i fatti e rassicurare i genitori. L’assessore alla Pubblica Istruzione, Francesca Corbino spiega che “la diffusione di notizie false e allarmistiche, soprattutto in ambito scolastico, può configurare ipotesi di reato, tra cui la diffamazione aggravata e il procurato allarme. Si generano danni ingiustificati alla serenità delle famiglie e alla reputazione della scuola e delle istituzioni coinvolte”.

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