Grani antichi e sapori autentici: il pane di pasta dura degli Iblei punta alla DOP, presentata la bozza del disciplinare

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È ufficialmente partita la corsa al riconoscimento DOP per il pane e la pasta degli Iblei. Un passo storico per un prodotto che da secoli rappresenta l’identità gastronomica del territorio. L’iter burocratico, dunque, prosegue e infatti si è tenuto un incontro il 5 giugno presso la Camera di Commercio di Ragusa, alla presenza degli operatori della filiera cerealicola e panificatoria.

La bozza del disciplinare

Durante l’incontro è stata presentata la bozza aggiornata del disciplinare che guiderà il percorso verso la Denominazione di Origine Protetta per il “pane a pasta durae la relativa pasta prodotta con grani locali. Il documento, già sottoposto agli addetti ai lavori, stabilisce i criteri legali e qualitativi per entrare nella filiera DOP: l’uso esclusivo di grani autoctoni come russello, tuminìa, farricello, margherito e farro lungo, tutti noti non solo per la loro tipicità geografica, ma anche per le eccellenti proprietà nutrizionali e la tollerabilità da parte di chi soffre di intolleranze alimentari.

Il comitato promotore, presieduto dall’assessore allo sviluppo economico del Comune di Ragusa, ha già raccolto adesioni e disponibilità da parte di panificatori, agricoltori e istituzioni. La sfida è lanciata: trasformare il sapere contadino in valore certificato, proteggendo un patrimonio alimentare che merita di essere tramandato, difeso e conosciuto nel mondo.

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