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AVEVAMO RAGIONE NOI: LA BUROCRAZIA UCCIDE L’AEROPORTO DEGLI IBLEI
02 Lug 2012 07:33
Nell’autunno scorso quando si pensava che tutto era stato stabilito per il “decollo” dell’aeroporto di Comiso perché tutto era stato definito Ragusa Oggi ha pubblicato un articolo, che ha subito severe e feroci critiche. Si diceva in quell’editoriale che se si partiva allora i voli non potevano essere previsti che dopo l’estate 2012. Apriti cielo ci è stato dato dei disfattisti, dei terroristi, dei (a dir poco) pessimisti perché la convenzione Ministero dell’economia-Regione siciliana Comune di Comiso-Soaco era li li per essere firmata e quindi perché sollevare tanti problemi.
Noi sommessamente rispondemmo anzitutto che avremmo giurato di essere felici di sbagliarci e che comunque le nostre considerazioni partivano dai seguenti punti:
– Non esisteva il piano industriale che è stato presentato qualche decina di giorni fa;
– Che c’era una clausola vessatoria nella convenzione con la richiesta della fidejussione vita natural durante sulle spese di funzionamento del controllo voli che pare ora sia stata cancellata
– Che mancava (da qualche giorno c’è solo l’individuazione della sede) un progetto esecutivo riferibile ad esempio alla mancanza di strutture per i rifornimenti di carburanti degli aerei;
– Che mancava il collaudo dell’opera (effettuato qualche giorni fa);
– Che non c’era alcun contratto con le compagnie aeree low-cost o meno laddove i piani commerciali come si sa si presentano alla fine dell’estate per l’anno a seguire;
– Che malgrado le richieste anche di grandi comnpagnie nazionali europee e mediorientali nessun ccordo era stato possibile stipulare per cui questo poteva significare lungaggini sui tempi di attivazione dell’operatività dell’aeroporto
I fatti ci hanno dato ragione mentre oggi possiamo dire che essendo caduta la clausola /vessatoria) della comvemzione, essendoci i soldini per almeno due anni per il controllo dei voli, essendoci la prospettiva (deve passare ancora dal Parlamento) che Comiso venga inserito nel piano nazionale di protezione civile per cui quando l’Etna facesse diventare Fontanarossa inagibile per le ceneri ed i lapilli soccorebbe (per parte dei voli), l’aeroporto degli Iblei, essendo in discussione la nuova tarioffazione per il controllo dei voli in base alla capacità di esercizio degli aeroporti stessi, essendoci la Regione Sicilia in grado di sopperire alle “negligenze” dello Stato (leggi nemici di Ragusa e leghisti) tirando fuori i soldi per il controllo del volo (come ha fatto già Lombardo cacciando quasi cinque milioni di euro per i primo due anni) allora possiamo dire cdhe l’aeroporto può “decollare” Ma poi di grazia perché i Carabinieri in servizio all’aeroporto li deve pagare lo Stato, la Polizia di frontiera idem, i Vigili del fuoco (già operativi) pure, la Guardia di Finanza ibidem, mentre l’Enav (che dipende dal Ministero dell’Economia) no?
Ed allora se giorno 4 non si mette nero su bianco e non si firma la convenzione e si parte subito vedrete che almeno sei mesi (pari a 180 giorni com’è scritto nella convenzione) passeranno e per i controllori di volo ed altri sei per le altre cose e quindi se ne parla se se ne parlerà nel 2013 cioè quando avevamo previsto.
La manifestazione di Roma che molti chiedevano venisse annullata perché intanto c’era stata la convocazione a Roma delle istituzioni iblee è servita e come. L’on.le Digiacomo ha infatti risposto : “Se è così lo scrivano e mi mandino l’invito ad annullare tutto” (naturalmente non è arrivato nulla)!!! Ha fatto “tremare” quanti secondo noi non si aspettavano tanta civile ma determinata partecipazione e tanto clamore se è vero come è vero che i passeggeri anche non italiani in partenza dal terminal 1 di Fiumicino che ci chiedevano il perché della protesta, appena sentiti i motivi scuotevano la testa come per dire: “ma come si ragiona in Italia, un aeroporto pronto da anni e lasciato a marcire; roba da…”
Avevamo ed abbiamo ragione noi!
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