UN MUSEO A CIELO APERTO PER L’OTTAVA EDIZONE DI “MOTO STORICHE NEL BAROCCO IBLEO”

Promossa dal Veteran Car Club Ibleo, l’ottava edizione di “Moto storiche bel barocco ibleo” si è conclusa nella giornata del 27 maggio tra il fascino dei monumenti, dello splendido paesaggio ibleo e la suggestione evocativa delle due ruote che hanno svolto un ruolo cruciale nella Seconda guerra mondiale.

Grazie alla collaborazione del gruppo maltese, che ha partecipato all’iniziativa con ben ventiquattro equipaggio, sono arrivate nel Ragusano anche le Bsa, Birmingham Small Arms Trade Association, questo il nome per esteso, retaggio della presenza inglese in periodo anteguerra nell’isola dei Cavalieri che fornì all’esercito britannico armi, motocicli e veicoli vari per sopportare lo sforzo bellico.

Gettonatissime anche la Brough superior di Lawrence d’Arabia, pubblicizzata a suo tempo come la Rolls-Royce delle motociclette.

Per quanto riguarda le motociclette, la gamma, all’inizio degli anni Trenta, comprendeva modelli da 250 a 1000 cm³, tutti a quattro tempi: Tra i modelli più importanti alcuni di quelli presenti in questa edizione di “Moto storiche” come la B40, la M20, la Super Rocket o i modelli con sidecar molto apprezzati dagli appassionati cultori delle due ruote o, più in genere, dai semplici curiosi.

Come dimenticare poi le sempreverdi Moto Guzzi presenti con una consistente rappresentanza, dalla Sport 15 del 1930 all’Airone 250 del 1949, passando per la Gts 500 del 1934.

Per quanto riguarda la Brough superior, invece, occorre precisare che la casa inglese aveva sviluppato alcune caratteristiche della forcella Harley-Davidson e ne produceva una propria versione che univa un peso leggero con la resistenza; ciò diventò una delle componenti principali che rese molto maneggevole forse la due ruote più prestigiosa degli anni Trenta. “La particolarità di queste motociclette – afferma Michele Frasca, direttore tecnico della manifestazione – rende molto accattivante la nostra kermesse perché pezzi pregiati come questi difficilmente possono essere ammirati dalle nostre parti e, a maggior ragione, difficilmente possono essere ammirati tutti assieme così come abbiamo avuto modo di fare in questi due giorni. Siamo stati davvero fortunati, oltre ad avere sviluppato in questi anni una serie di contatti che ci permettono di potere contare su tali prestigiose presenze, ad avere ospitato in provincia di Ragusa un numero così importante di moto di qualità. Sono motociclette che formano i pezzi unici di un museo all’aperto, un museo della moto che consente di percorrere la nostra storia, quella italiana e quella europea, a bordo delle due ruote più significative”.

 

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