Il presidio medico sanitario di Modica Alta non chiuderà. L’annuncio della sindaca Maria Monisteri arriva dopo giorni di tensione e di forte mobilitazione da parte della comunità, preoccupata dalla prospettiva dello spostamento del servizio presso la Casa di Comunità della Sorda. Una vicenda che aveva acceso un ampio dibattito cittadino e che ora sembra avviarsi […]
PTE di Chiaramonte senza medico, il sindaco annuncia: “Se non si risolve la questione, faremo esposto in Procura contro l’Asp”
02 Apr 2021 13:37
La questione del PTE di Chiaramonte Gulfi sta diventando drammatica. Com’è noto, infatti, in un articolo che è stato pubblicato su questo giornale (clicca qui per rileggerlo), avevamo denunciato questo grave disservizio che la città non merita di certo. Il problema è che, tra l’altro, la questione non sembra essere di facile soluzione.
Dopo qualche giorno, un tragico incidente si è verificato nei pressi di quell’incrocio. Un giovane padre di famiglia ha perso la vita e, come noi abbiamo sottolineato più volte, l’ambulanza su sui il ragazzo è stato trasportato era sprovvista di medico (per rileggere l’articolo clicca qui).
Oggi, il sindaco di Chiaramonte invia una nota in cui dichiara di voler procedere per altre vie, nel caso in cui non si risolva nel più breve tempo la questione:
“Non meno di una settimana fa avevamo fatto presente ai dirigenti dell’Asp Ragusa – a cui eravamo stati indirizzati direttamente dal Direttore Generale – che non è ammissibile che una città di 8.500 abitanti come Chiaramonte Gulfi abbia un servizio PTE a singhiozzo, in ragione della presenza del medico a bordo dell’ambulanza soltanto a turni alterni e non possono in alcun modo accettarsi risposte pilatesche, nelle quali si ci limitava a riferire che la legge prevede il regolare funzionamento di un PTE anche con la sola presenza di personale infermieristico.
Nell’arco di cinque giorni, infatti, limitandoci a riferire fatti e senza dare giudizi, il PTE di Chiaramonte, strategico anche per il servizio offerto ai territori limitrofi, è stato chiamato ad affrontare un grave incidentale stradale e un caso di infarto, a riprova della sua assoluta importanza per la salute degli abitanti del comprensorio; tuttavia, se unitamente all’elevata professionalità e prontezza d’intervento dell’infermiere soccorritore, lo scorso 25 marzo vi fosse stato l’intervento anche di un medico, il giovane padre di famiglia, vittima del grave incidente stradale proprio a 200 metri dal PTE, avrebbe avuto maggiori chance di salvarsi? Un PTE organizzato in questo modo rappresenta un rischio nel rischio; bisogna sperare, infatti, che malesseri o incidenti gravi non accadano in concomitanza con i turni in cui il PTE risulti sprovvisto di personale medico; diversamente, non v’è dubbio che le chance di cavarsela si riducono notevolmente!
Occorre rivedere la programmazione e le modalità di spesa nella sanità in Provincia, perché è impensabile lasciare un PTE che registra circa 6.800 interventi l’anno in questo grave stato di disagio, con conseguente costante rischio per la popolazione; ciò, soprattutto perché il problema non è la carenza di medici, bensì di volontà politica nell’appostare le giuste somme per garantire un numero adeguato di medici nei PTE e con retribuzioni adeguate, così di recente fatto con la sottoscrizione dei nuovi contratti per il personale medico del Pronto soccorso.
Da troppo tempo ormai, come Amministrazione comunale, abbiamo denunciato la situazione di grave sofferenza in cui versa il PTE di Chiaramonte Gulfi e non intendiamo attendere oltre, considerato che ci era stato garantito che entro fine marzo il problema sarebbe stato risolto e, invece, apprendiamo che la programmazione del mese di aprile prevede ancora ben otto turni sprovvisti di personale medico; doveroso, dunque, portare all’attenzione dell’opinione pubblica le vere cause delle criticità di funzionamento dell’ASL7 Ragusa e, se mai dovessero ripetersi i tragici episodi degli ultimi giorni, pur non essendo nostro costume, porteremo il tutto all’attenzione della Procura della Repubblica, non essendo evidentemente stato possibile risolvere la questione sul piano delle relazioni istituzionali”.
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